music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

rozi_plain_friendROZI PLAIN – Friend
(Lost Map, 2015)

La “sezione femminile” del Willkommen Collective si sta rivelando con sempre maggiore decisione quella che in maniera più decisa prova a discostarsi dal brillante immaginario indie-folk proprio dell’ampio novero di artisti che vi gravita intorno da anni. Insieme a quello di Rachael Dadd, che ha intrapreso le vie dell’Oriente, il percorso di Rozi Plain, al secolo Rosalind Leyden da Winchester, torna a progredire in forma solitaria, al culmine di un lungo periodo costellato dalle abituali collaborazioni, ultima quella con l’amica Kate Stables nello splendido “Bashed Out”.

Dal pur obliquo folk del precedente “Joined Sometimes Unjoined” (2012) al suo terzo album “Friend”, il passo è meno breve di quel che potrebbe sembrare, poiché se era già consolidata l’attenzione dell’artista inglese per gli aspetti dinamici dell’arrangiamento dei suoi brani, decisamente originale è il suo interesse per ambientazioni sonore elettroniche, che includono linee di synth e dilatazioni atmosferiche.

Al rinnovato contesto non corrisponde tuttavia una mutazione così profonda del caratteristico songwriting di Rozi Plain, al tempo stesso frizzante e dotato di delicate sfumature impressioniste. Le melodie circolari dell’iniziale “Actually”, gli zufoli bucolici e i dolci fremiti di “Friend City” si collocano con coerenza nell’alveo di un folk sbarazzino, con accenni corali, soltanto calato in uno spazio sonoro più ampio. In tale spazio affiorano così prospettive inedite, sotto forma dei synth marcati che sostengono “Best Team” e “Jogalong” o dei densi vapori ambientali dai quali prendono forma “Tap To The Chest” e “Red Dot”, ma anche dell’ovattata atmosfera nella quale risuonano le note pianistiche della conclusiva “Yard”.

Alla graduale evoluzione hanno sicuramente contribuito i numerosi collaboratori e, appunto, amici che hanno partecipato alla realizzazione di “Friend”, tra i quali meritano una citazione Amaury Ranger e Gerard Black (François & The Atlas Mountains) Alexis Taylor degli Hot Chip (ormai un habitué del folk dopo aver prodotto l’ultimo album di James Yorkston), Serafina Steer e la stessa Katie Stables che ricambia il contributo della Plain nei suoi This Is The Kit.

Al centro di tale articolato processo di elaborazione e produzione, rimangono comunque sempre le canzoni di Rozi Plain che pur allontanandosi dal formato folk originario vedono anzi valorizzati ulteriori sfumature che ne aggiornano il paradigma, indirizzandolo su strade di una modernità rispettosa, per nulla fine a se stessa e, in definitiva, fonte godibile di stimolanti scoperte.


http://roziplain.co.uk/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 27 maggio 2015 da in recensioni 2015 con tag , , , , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: