music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

veronique_vaka_erlendisVERONÍQUE VAKA – Erlendis
(Moderna, 2015)

Tanto per fugare quello che ormai potrebbe apparire un pregiudizio, l’Islanda non è soltanto una tappa “alla moda” per sperimentatori e artisti impegnati nella creazione di ambientazioni sonore astratte; è, piuttosto, luogo di ispirazione profonda nonché contesto artistico fervente e aperto a un’osmosi collaborativa che ha già prodotto una lunga serie di straordinari ibridi (basti pensare ad alcuni lavori di The Album Leaf, Tim Hecker, John Grant, Puzzle Muteson e tanti altri ancora).

Ultima in ordine di tempo ad aver trovato nell’Islanda una “terra promessa” in grado di far sbocciare la sua ispirazione è una violoncellista canadese di formazione classica, giunta sull’isola nel 2012 nell’ambito di un progetto di ricerca del Canada Council of the Arts. I frutti della sua attività a Reykjavík si sono manifestati dapprima nell’Ep digitale “Tveir Heimar”, rilasciato in download gratuito nel 2013 semplicemente a nome Veroníque, oltre che in una serie di collaborazioni e partecipazioni a colonne sonore, e adesso nella sua prima pubblicazione ufficiale come Veroníque Vaka, in omaggio anche nella denominazione alla sua terra d’adozione artistica.

Si tratta ancora di un Ep, per quanto corposo nei suoi quasi ventotto minuti di durata, nel corso del quale l’artista canadese amplifica, con il contributo di musicisti islandesi e l’assistenza di Alex Somers (presso i cui Greenhouse Studios il lavoro è stato registrato), il suo studio delle potenzialità armoniche del violoncello, calandolo di volta in volta in un minimale contesto da camera ovvero in una dimensione aliena di field recordings, vocalizzi incorporei e granulose texture ambientali.

“Erlendis” presenta in maniera compiuta la sfaccettata personalità artistica di Veroníque Vaka, evidenziandone tanto la vocazione “orchestrale” (nel crescendo romantico dell’iniziale “Minning Um Himinn” e nelle tremule aperture sulla melodia pianistica di “Verndari”) quanto la volontà di coniugare gli aspetti classici della sua tavolozza in maniera quasi indifferente con armonie austere e saturazioni di elettricità statica. Prove emblematiche ne sono i vocalizzi spettrali di “Gætn” e, ancor di più, la sorprendente naturalezza con la quale in “Hvön” crepitanti frequenze elettroniche si aprono a un’iridescente melodia pianistica.

Proprio nella naturalezza con la quale Veroníque Vaka riesce a far convivere elementi e linguaggi diversi, senza ricadere in formule stereotipate, risiede la magia di “Erlendis”, ultimo prodotto originato da una terra infinitamente fonte di suggestioni e testimonianza di un’artista in grado di imprimere il proprio carattere nella contestualizzazione espressiva delle sue modulazioni sul violoncello.

https://www.facebook.com/veronique.vaka

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Questa voce è stata pubblicata il 27 maggio 2015 da in recensioni 2015 con tag , , , , , , , , .
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