music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

weyes_blood_front_row_seat_to_earthWEYES BLOOD – Front Row Seat To Earth
(Mexican Summer, 2016)*

L’intensissima sequenza costituita dall’album “The Innocents” (2014) e dal corposo Ep “Cardamom Times” raccontava già molto del carattere pronunciato e della particolarità del profilo espressivo di Natalie Mering, via via trasformato in quello di autrice e interprete ma ben distante da quello di semplice songwriter folk.

Le passate frequentazioni sperimentali (Jackie-O Motherfucker, Ariel Pink) non si colgono ormai quasi più nelle sue canzoni, continuando tuttavia a far parte integrante dell’approccio con il quale l’artista newyorkese ha intrapreso la creazione delle canzoni che formano il suo terzo disco solista sotto l’alias Weyes Blood.
Realizzato per la prima con la co-produzione di Chris Cohen, “Front Row Seat To Earth” costituisce un deciso passo ulteriore nella definizione della dimensione cantautorale della Mering, che pur sempre dal folk prende le mosse – un folk velato da un visionario alone West Coast anni ’70 – per librarsi verso orizzonti di sconfinato lirismo, sulle ali di una vocalità vibrante, intensa, fortemente evocativa.

Brani quali “Used To Be”, “Do You Need My Love”, “Seven Words” danno libero sfogo a un’estensione vocale maestosa, dotata di accenti lirismi e di fascinose cadenze ieratiche, che tuttavia sa ancora farsi veicolo di saggi di un intimismo polveroso, sospeso in un onirico altrove spazio-temporale (“Be Free”, “Away Above”). A ciò concorrono senz’altro le modalità di registrazione del lavoro e il suo impianto strumentale, che su coltri sintetiche lievi ma persistenti innesta ricami acustici di chitarra e pianoforte e arrangiamenti di pianoforte il cui sapore vintage trova perfetto corrispettivo negli effetti che a loro volte permettono alla voce della Mering di risuonare in maniera ancora più efficace.

Questi e tanti altri dettagli di una produzione comunque misurata e perfettamente calibrata rispetto al contenuto delle canzoni, fanno di “Front Row Seat To Earth” un lavoro al tempo stesso ricercato e dotato di una forza espressiva non mediata e niente affatto comune, quella di una voce oscura e sognante, che dal suo background di folk e sperimentazione ha tratto un ibrido che unisce antico e moderno, istinto e ragione, in maniera semplicemente straordinaria.

*disco della settimana dal 17 al 23 ottobre 2016

https://www.facebook.com/weyesblood

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