music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

bubblegum_lemonade_the_great_leap_backwardBUBBLEGUM LEMONADE – The Great Leap Backward
(Matinée, 2016)

Qualora non fosse già sufficientemente chiara, la capacità di non prendersi troppo sul serio di Lawrence ‘Laz’ McCluskey si può dedurre dal primo colpo d’occhio alla copertina del quarto album dei suoi Bubblegum Lemonade, una delle due band che lo scanzonato artista scozzese porta avanti in parallelo (l’altra sono gli Strawberry Whiplash). Non è certo da tutti i gli ultraquarantenni dal girovita non più impeccabile continuare a presentarsi in magliette a righe orizzontale, che sanno tanto di indie-pop e di un’adolescenza non troppo lontana. Eppure, non vi è nulla di patetico, nulla di stridente tra il modo di presentarsi di Laz e il suo modo di fare musica, che non smette di essere genuinamente divertito, originato com’è da una passione che, com’è giusto, non conosce età.

Anticipato di pochi mesi dall’Ep “Beard On A Bike”, la cui title track vi è ricompresa, “The Great Leap Backward” è il quarto album di Laz sotto le agrodolci insegne di Bubblegum Lemonade e, come i precedenti, non smentisce la rigenerante formula di sbarazzino guitar-pop che rappresenta il marchio di fabbrica dell’artista scozzese, di volta in volta modellata da variazioni di tempi e melodie. La nuova sequenza di popsong dalla durata media perfettamente radiofonica di tre minuti si apre con ritmiche incalzanti e chitarre sferraglianti (“Hit The Ground Running”), prosegue con schegge di romanticismo jangly (“The Last Girl”) e diluisce ben presto l’iniziale enfasi elettrica in riflessi più dilatati e melodie sognanti (“The Only Constant Is Change”).

Tutto ciò si svolge ne breve spazio di una dozzina di minuti, un terzo del disco che di lì in poi continua a vivere dei contrasti soltanto apparenti tra corposi fuzz di dodici corde (“Wishing It Were Friday”), che sfiorano persino accenti psych (“As Dead As Disco”), e agrodolci languori indie-pop (“You Bring The Rain”, “Straight To The Heart Of The Sun”) conditi dall’abituale tocco (auto-)ironico dell’artista scozzese. Ennesima dimostrazione che, un po’ come le magliette a righe, l’indie-pop è questione non di età ma di spirito, e ‘Laz’ McCluskey continua a incarnarlo in maniera coerente e credibile come pochi.

https://www.facebook.com/bubblegumlemonade/

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Questa voce è stata pubblicata il 18 novembre 2016 da in recensioni 2016 con tag , , , , , , , .
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