music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

true_strengthTRUE STRENGTH – True Strength
(Eastmint, 2016)*

Due itinerari musicali che vengono, letteralmente, da lontano hanno trovato il loro punto d’incontro in True Strength, progetto che, a partire da numerose esibizioni dal vivo in Europa, Stati Uniti e Australia cominciate nel 2012, unisce la cantante e polistrumentista danese Ida Duelund-Hansen e il compositore australiano Alexander Garsden.
La prima, oltre a far parte della pop-band Silvester, molto popolare in patria, vanta esperienze soliste di sound design per il teatro e l’opera, mentre il secondo è un apprezzato autore di sperimentazioni elettroniche e lavori per orchestra, tra gli altri per le Symphony Orchestra di Sydney e Melbourne. I background personali e i diversi linguaggi artistici dei due trovano piena e composita espressione nell’omonimo debutto del loro duo, che intreccia cantautorato, folk revival, musica barocca e rinascimentale, elettro-acustica e improvvisazione.

Intimismo di scrittura e interpretazione, da un lato, e una cura esecutiva che lambisce quasi il virtuosismo, dall’altro, si combinano senza sosta nei dodici brani del loro omonimo album di debutto, nella cui galleria sonora dalle luci smorzate si susseguono ballate di raffinato lirismo, amplificato dall’alta estensione vocale della Duelund-Hansen, e sinuosi passaggi da camera che spaziano dal folk ad aderenze jazzy.

Un approccio sostanzialmente “ambientale”, condensato nei cinque strumentati, tra intro e interludi, che interpolano le canzoni dell’album, convive dunque con un songwriting in prevalenza soffuso, le cui melodie si costruiscono lentamente intorno a corde acustiche pizzicate con grazia (“Malta”, “Hours”) o anche sottoposte a torsioni di un camerismo in quieto e lievemente dissonante, sulle ali di archi e interpretazioni austere, che denotano lontane affinità con i primi Picastro (“Lyse Striber”). Non mancano tuttavia episodi nei quali il compunto impianto compositivo del duo accede a una raffinata impronta pop, più esplicita sulle ali dell’ampio lirismo di “Black Song”, filtrata da un understatement impressionistico in “Sea Song” e rifinita da tonalità jazzate in “Himlen”.

Pressoché tutti i brani di “True Strength” rappresentano comunque fonte continua di scoperta, in equilibrio come sono tra un’intima essenzialità acustica e mutevoli suggestioni da camer(ett)a, tra radici musicali antiche e loro declinazioni davvero difficilmente inquadrabili in definizioni univoche, semplicemente frutto di istintive ricombinazioni in penombra.

*disco della settimana dal 12 al 18 dicembre 2016

http://www.truestrengthband.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 12 dicembre 2016 da in recensioni 2016 con tag , , , , , , , .
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