music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

adam_scott_glasspool_the_atlanticADAM SCOTT GLASSPOOL – The Atlantic
(Poles Apart, 2016)

Il costante processo evolutivo intrapreso da Adam Scott Glasspool a partire da “On Dreams” (2015) fa nuovamente tappa in un Ep, anche se nel caso di “The Atlantic” si tratta quanto meno di un mini-album, visto che la durata complessiva delle sue cinque tracce ammonta a ben trentatré minuti.

Già da tale semplice dato di fatto si intuisce come più di qualcosa sia cambiato per l’artista inglese rispetto allo scarno cantautorato acustico dell’esordio; amplificando la tendenza già manifestata nel precedente “I Welcome The Flood” a includere nel suo lessico componenti elettroniche che ne scandiscano i tempi o ne espandano i paesaggi sonori. Su quest’ultimo obiettivo si concentrano con decisione i brani di “The Atlantic”, che sembrano avvolgere voce e chitarra di Glasspool in brezze oceaniche che, in particolare nel brano d’apertura “When I See You Leave”, delineano un’ambience salmastra e impalpabile, solo dopo una lunga intro diluita in un’eterea canzone folk.

Ancor più evidente è il giro di boa nella successiva “Now There’s No Fear”, nella quale la voce elettronicamente filtrata di Glasspool è pressoché del tutto avviluppata da stratificazioni nebbiose, secondo un registro più prossimo a James Blake che non all’originario Drake. Eppure, il soffuso lirismo dell’artista inglese ritrova gradualmente il centro della scena nelle due brevi “The Ghosts” e “Tides”, canzoni dai contorni dilatati, eppure intimamente tali, innervate da un’elegante malinconia, tale da far ripensare alla poesia decadente di Roger Quigley, una certa affinità con il quale è denotata anche dalla riflessiva coda strumentale che conduce la conclusiva “Nothing Changes” oltre i dieci minuti di durata.

Pur non essendo del tutto sorprendente, almeno rispetto alle sue recenti derive, “The Atlantic” restituisce arricchita la figura cantautorale di Glasspool, dimostrandone la sensibilità non circoscritta ai soli canoni del folk acustico, anzi aperta a linguaggi e sensazioni provenienti da contesti ambientali ben più ampi di quelli, casalinghi o bucolici, abituali.

https://www.facebook.com/adamscottglasspool

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Questa voce è stata pubblicata il 5 gennaio 2017 da in recensioni 2016 con tag , , , , , , , , .
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