music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

lowland_hum_thinLOWLAND HUM – Thin
(Tone Tree, 2017)

Daniel e Lauren Goans potrebbero essere credibili emblemi di un modo di approcciare la musica che abbraccia codici antichi e linguaggi contemporanei, sotto l’insegna di una delicata sensibilità pop. Compagni nella musica e nella vita, i due protagonisti di Lowland Hum si sono lasciati alle spalle la loro ordinaria quotidianità lavorativa per dedicarsi anima e corpo alla musica; così, oltre a realizzare due dischi, hanno trascorso gli ultimi quattro anni portando in giro le loro canzoni in lungo e in largo attraverso l’America, assorbendo esperienze a loro volta tradotte in melodie lievi, come gli intrecci tra le loro voci e i cristallini accordi acustici che li sostengono. È quel che avviene anche nel nuovo “Thin”, appunto costruito “on the road”, eppure ben distante da qualsiasi retorica bohémienne, proprio in quanto quella condizione non è altro che pienamente rispondente alle naturali propensioni del duo.

Il risultato sono undici brani al tempo stesso semplici e rifiniti da gentili ricami acustici, radicati nel folk-pop più classico (impossibile non pensare a Simon & Garfunkel, nonostante le evocative interpretazioni di Lauren) ma caratterizzati da un gusto nella ricerca di dettagli e costruzioni armoniche non sempre convenzionali. Un placido understatement e la condivisione delle sensazioni assorbite a partire anche dall’osservazione di minuti dettagli nel loro percorso umano, parallelo in tutto e per tutto a quello intrapreso al seguito della musica, costituiscono i caratteri salienti di “Thin”, variamente declinati in soffusi intrecci vocali, che è fin troppo facile immaginare davanti all’ovattato calore di un camino (“Palm Lines”, “In Flight”, “Family Tree”).

Benché nel corso del lavoro non manchino passaggi dagli accenti ritmici e dall’incedere più robusto (in particolare “Someone To Change My Mind”), che sfociano in un finale all’insegna di più marcata grana folk (“Yesterday Is Forever”), il cuore dell’espressione dei Lowland Hum resta pur sempre nella grazia estatica degli scambi tra Daniel e Lauren e nelle loro incantate pennellate acustiche dai colori pastello, niente affatto stucchevoli proprio in quanto frutto soltanto della passione spontanea che li ha portati a fare della musica una ragione di vita, insieme.

http://www.lowlandhum.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 3 marzo 2017 da in recensioni 2017 con tag , , , , , , , .
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