music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

JOAN SHELLEY – Joan Shelley
(No Quarter, 2017)

Non è un caso che il quarto album di Joan Shelley sia omonimo: per quanto possa sembrare contraddittorio, è infatti al tempo stesso il lavoro più personale della cantautrice del Kentucky e quello nel quale la sua intima dimensione espressiva abituale trova apertura più ampia e compiuta alla condivisione.

Le undici canzoni raccolte nel nuovo lavoro trovano radici nel periodo del tour immediatamente successivo al precedente “Over And Even” (2015), nel corso del quale la Shelley ha cominciato a sperimentare, in particolare nelle ore notturne, modi diversi di suonare la chitarra, entrando nel frattempo in contatto con elementi della tradizione folk più originaria e polverosa. Tali premesse hanno cominciato a essere tradotte in canzoni negli studi di Chicago di Jeff Tweedy (Wilco), sotto la cui supervisione a Joan Shelley e al fido Nathan Salsburg si sono aggiunti James Elkington e, negli ultimi giorni di registrazione, il figlio di Tweedy, Spencer, alla batteria.

Ne è scaturita una raccolta di canzoni catturate al volo, prive di sovrastrutture produttive e come tali estremamente spontanee, distillate a partire da elementi semplici e legati alla tradizione folk, a partire dal fiddle con il quale si apre l’iniziale “We’d Be Home”, rivestiti della personalità e delle diafane tinte proprie della sensibilità della Shelley.

Tutto è misurato, come tratti di matita appena schizzati su un foglio da disegno, in un lavoro che invece eleva l’essenzialità ad approdo di un percorso creativo consapevole e rigoroso, in grado di filtrare un ventaglio di emozioni e storie quotidiane, con schiettezza e maturità disarmanti, in un registro al tempo stesso classico e personale. Al risultato contribuiscono senz’altro le compassate esecuzioni chitarristiche della Shelley e ovviamente le sue interpretazioni setose, a tratti persino romantiche, ma mai in nessun passaggio dell’album sopra le righe, né in alcun modo stereotipati rispetto a una tradizione country-folk che anzi Joan Shelley continua a perpetuare, rinnovandola con sensibilità e consapevolezza fuori dal comune.

http://joanshelley.net/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 5 maggio 2017 da in recensioni 2017 con tag , , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: