music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

SEAMUS O’MUINEACHAIN – Cloves
(Ghost Home, 2017)

I tempi della creazione artistica viaggiano di pari passo con quelli della vita quotidiana per Seamus O’Muineachain, che tanto si è lasciato assorbire dalla quiete della sua cittadina costiera alle estreme propaggini occidentali dell’Irlanda da impiegare ben cinque anni per dare un seguito al suo omonimo album di debutto. Una quiete a tratti persino sonnolenta promana infatti dalle dieci brevi composizioni che formano “Cloves”, ancora incentrate in prevalenza sulle note del pianoforte, stillate con una varietà di tempi e risonanze, negli interstizi tra le quali si muovono particelle di un microcosmo creativo intimo e rilassato.

Replicando la concisione dell’esordio, O’Muineachain delinea una sequenza di scorci impressionistici, rivestiti ora di timbriche cadenzate, ora di minimali progressioni, ora infine aperti a una dimensione acustico-cameristica (evidente in particolare in “Radaitheora” e nell’ovattata “Nightdreaming”), che appare quella più congeniale all’artista irlandese e alla intermittente manifestazione di un’ispirazione comunque dotata di personalità tale da farsi apprezzare nello sterminato panorama del minimalismo pianistico.

http://www.seamusomuineachain.eu/

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Questa voce è stata pubblicata il 6 agosto 2017 da in recensioni 2017 con tag , , , , , , , .
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