music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

BRIGID MAE POWER – The Two Worlds
(Tompkins Square, 2018)

Se l’Ep dello scorso anno “The Ones You Keep Close” era stato un pregevole intermezzo atto a rinsaldare il legame di Brigid Mae Power con Peter Broderick, il secondo album della cantautrice e polistrumentista irlandese eleva il sodalizio artistico tra i due a paradigma complementare tra scrittura, intensità interpretativa e aggraziata efficacia di soluzioni d’arrangiamento.

Per Brigid Mae Power, “The Two Worlds” segna un emozionante ritorno alle proprie origini personali e familiari, che coincide con lo spiccato intimismo di canzoni nelle quali mette a nudo ricordi e sentimenti e che, come tali, necessitano di estrema delicatezza e semplicità per essere condivise su disco. Proprio per questo, Broderick ha lasciato spazio alla palpitante essenza della voce dell’artista irlandese nella registrazione del lavoro, avvenuta praticamente in presa diretta e senza l’ausilio di tecniche digitali.

La sottile intensità del timbro vocale di Brigid Mae Power è stata così lasciata libera di dispiegare la sua ricchezza di sfumature, ancora una volta naturalmente protesa a scorci di intimismo in penombra (“I’m Grateful” e “Down On The Ground”, tra Tara Jane O’Neil e Heather Woods Broderick), ma anche capace di rivelate una sofferta profondità, che va di pari passo con atmosfere più inquiete e oscure (il singolo “Don’t Shut Me Up (Politely)”). Pur evidentemente radicata nel folk (“Peace Backing Us Up”), la personalità dell’artista irlandese si manifesta in una varietà di registri che spaziano dai raffinati velluti soul-blues della title track, alle cadenze quasi jazzy di “So You’ve Seen My Limit”, fino a trovare nella scarna solennità di notturne note pianistiche (“Is My Presence In The Room Enough For You?”, “How’s Your New Home?”) l’accompagnamento ideale per il proprio lirismo sempre sul filo della tensione.

Senz’altro meno obliquo rispetto all’omonimo esordio, “The Two Worlds” esalta appieno la classe cristallina di Brigid Mae Power, che in una dimensione di pacato intimismo e nel tocco lieve di Peter Broderick ha trovato nuovamente gli elementi essenziali per comunicare, con fragile forza espressiva, un tumulto di ricordi e sensazioni.

http://brigidmaepower.com/

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