music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

SARA FORSLUND – Summer Is Like A Swallow
(Kaip, 2018)*

Quando, tre anni fa, Sara Forslund ha pubblicato in sordina il suo splendido album di debutto “Water Became Wild“, le atmosfere sospese e dilatate delle sue canzoni, oltre che il suo breve retroterra artistico nel duo Birch And Meadow insieme a David Wenngren, avevano indotto ad avvicinarne la sua formula musicale a quella delle evocative muse drone-folk. Eppure, già in quell’occasione era emersa non solo la capacità introspettiva della scrittura dell’artista svedese, ma anche e soprattutto la sua inclinazione per una formula esplicitamente folk, seppur rarefatta e ridotta all’estatica essenzialità di pochi accordi acustici ed estatiche armonie vocali.

Da lì riparte Sara Forslund per il suo secondo album “Summer Is Like A Swallow”, le cui stesse premesse realizzative sembrano perseguire in maniera ancora più evidente in quella direzione. Coprodotto da John Wood e con la partecipazione del compositore sperimentale Johan Eckeborn, il lavoro non smentisce le suggestioni del debutto, anzi le sviluppa in una chiave al tempo stesso profondamente spirituale e orientata a una dimensione cantautorale declinata secondo una personalità peculiare, che abbraccia con naturalezza folk e sperimentazione.

Nonostante le opalescenti pulsazioni sintetiche dell’iniziale “River Of Dreams” sembrino dischiudere orizzonti del tutto inediti alle soffuse armonie vocali dell’artista svedese, la scaletta di “Summer Is Like A Swallow” presenta piuttosto una sequenza di ballate folk in miniatura, dai contorni dolcemente indefiniti, come se fossero suonate in uno stato di torpore meditativo, che traccia dopo traccia rivela nuove pregevoli sfumature. Il ricorrente simbolismo naturalistico dei testi rimanda a un approccio di lieve ricercatezza, volto a definire un fragile equilibrio tra elementi, in prevalenza tradotto in filigrane di corde pizzicate, percorse da soffici brezze ambientali (“Know”, “When Love Was Sweet”), che scolorano con naturalezza in avvolgenti risonanze di note (“Hard”, “Gone”). Nella rinnovata e più ampia tavolozza dell’artista svedese si affaccia poi una varietà di soluzioni di arrangiamento, che spaziano da un’ambience cameristica appena accennata (la title track e “Achilles Heel”) ai tepori vellutati di sorprendenti linee di sax (“The Lily And The Grave”).

Il minimalismo espressivo di Sara Forslund si trasforma così in immediatezza articolata, senza per questo smarrire affatto i propri caratteri di trasognato, evocativo intimismo ma anzi proiettandoli nella dimensione matura di un’artista fuori dagli schemi, che può dirsi aver elaborato la propria personalissima formula di umbratile modernità folk.

*disco della settimana dal 5 all’11 novembre 2018

http://www.saraforslund.com/

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Un commento su “

  1. Pingback: SUMMER IS LIKE A SWALLOW: ALBUM OF THE WEEK | SARA FORSLUND

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