music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

RICHARD SKELTON – Border Ballads
(Corbel Stone Press, 2019)*

Sono trascorsi esattamente dieci anni da quando, con la pubblicazione di “Landings” la musica di Richard Skelton affiorava dalla sua condizione di isolamento creativo per dispiegare il proprio fascino di fronte a una più vasta platea di appassionati di recondite suggestioni paesaggistiche ed emozionali. Si era nel pieno della breve stagione d’oro della Type, tempi rispetto ai quali l’artista inglese ha ulteriormente accentuato il proprio approccio colto e meditativo, applicandolo in maniera privilegiata a diverse forme espressive quali la poesia e le arti visuali e rendendo sempre più imperscrutabili i percorsi delle proprie ricerche al tempo stesso sonore, naturalistiche e antropologiche.

Ebbene, con “Border Ballads” Skelton continua a mantenere ben saldo il legame con la terra e con le sue storie (il lavoro è stato concepito nel corso di due anni trascorsi nelle zone rurali al confine tra Inghilterra e Scozia), facendolo tuttavia appunto attraverso la forma della “ballata”, tradotta nel suo lessico in quella di composizioni di durata più contenuta rispetto alle ultime uscite e, soprattutto, che tornano a contemplare in maniera significativa pronunciati contenuti armonici. Pur ciò non implicando alcuno scostamento rispetto ai suoi studi sulle iterazioni delle frequenze prodotte dalle corde acustiche vibrate, in “Border Ballads” Skelton plasma i drone acustici da esse risultanti come elementi di un’orchestra minimale, nella quale compaiono altresì ricorrenti partiture per pianoforte.

L’organica interazione tra tali elementi produce una varietà di stanze sonore, di volta in volta ricamate da melodie cristalline e austere espansioni di note ovvero sature di tenebrosi vapori ambientali. In entrambi i casi, le “ballate” di Richard Skelton rispecchiano la natura liminare dei luoghi dai quali sono state ispirate, sempre in equilibrio tra desolazione e contemplazione romantica, oltrepassando immaginari confini fisici ed espressivi, ma soprattutto spirituali.

*disco della settimana dal 20 al 26 maggio 2019

http://richardskelton.tumblr.com/

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