music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

FOUR EYES – I’d Rather Be Ghost Hunting
(Self Released, 2019)

Per fortuna, nello spazio infinito delle autoproduzioni delle quali sono costellate le piattaforme musicali online, esiste qualche ottima bussola che di tanto in tanto permette la pur tardiva scoperta di piccoli gioielli. Se non fosse stato per una recensione tanto breve quanto efficace, infatti, in quello spazio ignoto avrebbe continuato a gravitare la delicata vena di scrittura di Erin Lovett che – da Athens, Georgia – dispensa le proprie creazioni sotto l’alias Four Eyes sull’immancabile formato cassetta oltre che sulla sua pagina Bandcamp dagli ormai sette anni trascorsi dai suoi primi “Bedroom Recordings”.

La dimensione “da cameretta” è infatti quella naturalmente congeniale alla cantautrice statunitense per realizzare gli appunti del proprio diario personale in forma di canzoni brevi ed essenziali, ma non per questo del tutto disadorne. È quel che avviene anche nel nuovo album “I’d Rather Be Ghost Hunting”, realizzato con il supporto degli arrangiamenti e della produzione di Patrick Brick, i cui dieci brani dalla durata media di due minuti e mezzo emanano la luce smorzata di una penombra casalinga, nella quale la penna sensibile e la delicata vena interpretativa di Erin brillano di luce propria su semplici corde, acustiche o elettriche, pizzicate con una grazia tuttavia niente affatto molle, ma che anzi denota personalità.

Certo, ascoltando “I’d Rather Be Ghost Hunting” è difficile non pensare al lieve understatement dai colori pastello di Florist, che fa capolino tra le filigrane di arpeggi e le dolci armonizzazioni vocali di Erin, tuttavia in questo album il suo piglio risulta leggermente più robusto, grazie a una discreta varietà di soluzioni strumentali e di arrangiamento, e sottilmente ironico, in testi che travalicano lo spleen casalingo proiettandolo su una dimensione di esistenzialismo metropolitano. Per quanti dunque continuino ad essere affascinati dall’ovattato intimismo e dai moti dell’animo di un songwriting spontaneo, essenziale eppure perfettamente compiuto, “I’d Rather Be Ghost Hunting” è tappa assolutamente consigliata, così come la scoperta della personalità fragile ma decisa di Erin Lovett e della sua ispirata poetica “da cameretta”.

https://www.facebook.com/FourEyesAthens

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