music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

RED RIVER DIALECT – Abundance Welcoming Ghosts
(Paradise of Bachelors, 2019)

Come nei quattro precedenti album dei Red Rived Dialect, anche in “Abundance Welcoming Ghosts” paesaggi esteriori e interiori si fondono in una manciata di canzoni che, nel corso degli anni, sono andate sviluppandosi e arricchendosi di elementi, pur mantenendo sempre propri tratti caratteristici. A un anno e mezzo da “Broken Stay Open Sky”, nel quale veniva introdotta una stabile sezione ritmica, per David Morris e soci è nuovamente tempo per ampliare i propri orizzonti espressivi, aprendosi a una dimensione collaborativa che, a seguito del tour americano a supporto di quel lavoro, comprende cammei vocali e strumentali di Joan Shelley e Tara Jane O’Neil.

Nel contempo, tuttavia, la band inglese continua a trovare ispirazione e contesto realizzativo ideale in luoghi che rispecchino la propria origine a contatto con le forze della natura e la sua abituale poetica contemplativa, nell’occasione ancora più pronunciata visto che le registrazioni del lavoro, realizzate in una zona rurale del Galles e curate dal fidato Jimmy Robertson, si sono svolto poco prima che Morris partisse per un ritiro spirituale di nove mesi in un monastero buddista.

Le canzoni di “Abundance Welcoming Ghosts” respirano infatti come non mai un’aria incontaminata di libertà e di comunione con gli elementi naturali, tuttavia niente affatto dimessa ma anzi resa gioiosa dal senso di condivisione con la band. Senza con ciò abbandonare il misurato understament che, sotto varie forme, caratterizza da sempre l’esperienza di Red River Dialect, le nuove canzoni ne rideclinano i salmastri sentori folk attraverso una varietà di soluzioni d’arrangiamento che fanno fiorire il compassato lirismo delle interpretazioni di Morris a una vivace dimensione orchestrale (particolarmente evidente in “Salvation”), e nel trasognato passo danzante di ballate intrise di agrodolce romanticismo (“Two White Carp”, “My Friend”).

Ancora una volta estremamente sensibili ai mutamenti atmosferici e all’osservazione dell’ambiente naturale, le canzoni dei Red River Dialect presentano un approccio timido, per dischiudersi ben presto a coinvolgenti abbracci armonici e al vellutato cantato confidenziale di Morris, che è piacevole ritrovare come confortevole, pacifico rifugio dalle tempeste quotidiane.

http://www.redriverdialect.com/

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