music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

RED RIVER DIALECT – Broken Stay Open Sky
(Paradise Of Bachelors, 2018)

La patina psych di “awellupontheway” (2012), la gentilezza acustica dello splendido “Tender Gold And Gentle Blue” (2015) e, ora, l’introduzione di una sezione ritmica e la ritrovata dimensione elettrica di “Broken Stay Open Sky”. Insomma, non è mai banale ogni uscita dei Red River Dialect, così come niente affatto banale è la sensibilità del songwriter David Morris nella scrittura di canzoni che, al mutare dei contesti sonori, mantengono propri tratti caratteristici.

La provenienza cornish della band continua infatti a impregnarne i brani di sensazioni vaporose e incontaminate, così come il placido lirismo vocale di Morris, le cui canzoni si sviluppano con lentezza tutta rurale, attestandosi su una media di circa sei minuti. Soltanto sette brani comprende infatti “Broken Stay Open Sky”, tuttavia più che sufficienti a ribadire l’indole spontanea di un folk ben distante dai riflettori.

L’innesto su questa delle percussioni di Kiran Bhatt e di alcune autodefinite “corruzioni”, sotto forma di effetti e overdub, non altera la sensazione confidenziale delle canzoni di Morris, che pur aperte a impennate elettriche (“Gulf Rock”) e aromi sognanti (“Kukkuripa”), non smarriscono le origini folk (“Cinders”) di un songwriting paziente.

(pubblicato su Rockerilla n. 450, febbraio 2018)

http://www.redriverdialect.com/

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