music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

THOMAS MÉREUR – Dyrhólaey
(Preserved Sound, 2019)*

Dyrhólaey è una delle principali meraviglie naturalistiche dell’Islanda meridionale, un promontorio roccioso che forma un arco immediatamente riconoscibile, offrendo rifugio e luogo di nidificazione a numerose specie di uccelli, tra i quali i caratteristici puffin. Sulla riva sottostante, l’oceano si infrange spumeggiante su una spiaggia di sabbia nera, evaporando a tratti per il moderato calore del suolo, in cima al promontorio un faro battuto dal vento offre un ampio panorama dai ghiacciai alla costa, della quale segna una cesura dai marcati tratti scenografici.

La scelta di quel luogo, tra i tanti dell’Islanda la cui soverchiante forza e grandezza della natura insieme affascina e induce a meditare sulla limitatezza fisica e temporale dell’essere umano, per designare l’album di debutto di Thomas Méreur ne rispecchia in maniera emblematica e niente affatto casuale ispirazione, mood e contenuto, prima ancora della prima nota del pianoforte che funge da filo conduttore dei suoi undici intensissimi brani.

In “Dyrhólaey”, infatti, il musicista e cantautore francese non si limita a un approccio descrittivo dei luoghi naturali, bensì ne interiorizza il confronto, tanto in senso riflessivo quanto come metafora di una rinascita personale. Tutto ciò è condensato in canzoni e passaggi strumentali dai toni misurati, eppure di straordinario lirismo, guidate appunto dalla fluida intensità di melodie pianistiche, sulle quali le interpretazioni placidamente eteree di Méreur disegnano traiettorie di palpitante introspezione. L’artista francese coniuga così con grande naturalezza filigrane neoclassiche con un pathos romantico dai contorni evanescenti e sognanti che, data la genesi del lavoro, è fin troppo scontato collegare ai passaggi più piani dei Sigur Rós.

Eppure, le canzoni di “Dyrhólaey” dimostrano la pronunciata sensibilità di Méreur, la cui evidente partecipazione emotiva trasforma le pur inevitabili connessioni stilistiche in una personale formula cantautorale, orientata piuttosto a una poetica di compassata introspezione (la toccante veduta “From The Cliffs” può riecheggiare i sublimi Savoy Grand), filtrata dal rigore pianistico e aperta alle ariose ambientazioni di paesaggi mozzafiato come quelli che l’hanno fatta sbocciare (“Climb A Mountain”).

“Dyrhólaey” unisce così in un unico abbraccio luoghi fisici e sublimazione di memorie, nella stessa misura in cui con grande naturalezza definisce una formula cantautorale dalla minimale, rarefatta impronta neoclassica, non certo inedita nelle sue singole componenti ma decisamente toccante nella sua ispirata sintesi.

*disco della settimana dal 14 al 20 ottobre 2019

https://www.facebook.com/thomasmereur/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: