music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

MALI MALI – I Was Told To Keep An Eye Out
(Home Alone Music, 2020)*

Non è un luogo comune che la musica creata nel continente oceanico appartenga a “un altro mondo”. Nonostante la facilità di connessioni del tempo presente, Australia e Nuova Zelanda fanno spesso parte di un microcosmo a sé stante, dal quale pure non mancano di emergere artisti in grado di proiettarsi su scala mondiale, che tuttavia rappresentano solo la proverbiale punta dell’iceberg di un panorama estremamente ricco e variegato, popolato da tante proposte che a stento superano le distanze geografiche dei loro Paesi.

La considerazione viene del tutto naturale di fronte al nuovo lavoro del neozelandese Ben Tolich, che dal 2013 realizza musica, in quasi completa solitudine, sotto l’alias Mali Mali. “I Was Told To Keep An Eye Out” è il suo quarto album, realizzato come i precedenti in maniera del tutto indipendente e formato da nove canzoni scritte con penna sensibile e interpretate con soffuso understatement, rifinite da arrangiamenti dalle sfumature semplici eppure variopinte.

I brani di Tolich nascono principalmente sul pianoforte, le cui note disegnano trame armoniche di intricata, riflessiva delicatezza, dalle quali promano immediatamente sensazioni di agrodolce malinconia. Le armonizzazioni vocali di Tolich non si limitano tuttavia a tonalità dimesse, anzi tendono a tratti ad elevarsi, seguendo soluzioni strumentali che, grazie all’affacciarsi di elementi ritmici (la batteria di Alex Freer) e di minimali inserti cameristici (l’arpa e i fiati di Alice Tolich su “Harlequin Bay Rushes”), vi donano aspetti dinamici di apprezzabile eleganza. L’intimismo pianistico permane tuttavia il fulcro del lavoro, dispiegato in ballate dai tempi compassati, che rivelano addirittura timbriche jazzy (“For The Wisdom To Blossom”) si collocano in prevalenza su registri umbratili, alimentati da interpretazioni sottilmente trasognate e da risonanze atmosferiche che all’avanzare della scaletta si fanno via via più decise, fino a culminare nelle decompresse ambientazioni della conclusiva “The Crickets”, che con i suoi oltre sei minuti doppia quasi la durata media degli altri brani.

Un contesto raccolto e incantato suggerisce l’intero corso di “I Was Told To Keep An Eye Out”, disco piccolo e privo di pretese, ma traboccante di sensazioni che i meditativi testi di Tolich e i suoi scarni accompagnamenti strumentali comunicano con grande empatia. Volendo cercare termini di paragone, la musica di Tolich può far pensare alla fragilità da camera dalle canzoni di Peter Broderick e David Allred, e il suo lirismo sembra provenire da un tempo alieno come quello delle autoproduzioni di Curlicues; in effetti, sì, la Nuova Zelanda è un po’ un mondo a sé, che non smette di rivelare piccoli gioielli come questo, tutto da scoprire.

*disco della settimana dal 20 al 26 aprile 2020

http://facebook.com/malimalisongs

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