music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

OHIO KID – Ohio Kid E.P.
(Self Released, 2020)

Dove non arrivano (spesso verrebbe da dire “per fortuna”…) i canali promozionali, opera davvero il caso nella scoperta di piccole gemme lanciate come messaggi in bottiglia nel mare magnum della rete, in maniera pressoché del tutto incurante dell’eventualità che siano raccolti. Una pura casualità fa infatti intercettare una compilation “da lockdown” della piccola etichetta emiliana Nervi Cani, nella quale spicca immediatamente lo spleen rallentato di un inedito semplicemente firmato Ohio Kid. Da lì, non ci vuole molto a scoprire che per la stessa etichetta l’italianissimo ragazzo dell’Ohio allora in fuga al centro dell’Europa aveva pubblicato un mini album poco più di tre anni fa. La più recente pagina del suo diario consiste invece in un Ep omonimo di nemmeno un quarto d’ora, tuttavia più che sufficiente a richiamare un cono di luce, ovviamente smorzata, sulla sensibilità di questo connazionale dal profilo così poco prevedibile.

Ohio Kid scrive canzoni in penombra e dai tempi compassati, cantate poco più che sottovoce con il solo ausilio di una chitarra elettriche e delle sue timbriche calde e dilatate, idealmente collocate in quella linea che unisce il primo Mark Kozelek a Barzin. È vero, i quattro brani dell’Ep sono un condensato dell’introversione cantautorale da un quarto di secolo a questa parte, amplificato dalla bassa fedeltà di registrazioni autenticamente casalinghe; eppure, non c’è nulla di scontato nel profilo di Ohio Kid, di tutta evidenza risultante non da una scelta estetica ma piuttosto da una spontanea propensione all’understatement, supportata da una scrittura limpida e da interpretazioni in perfetto inglese (dato niente affatto scontato) e soprattutto del tutto coerenti con il registro intimista ad essa connaturato.

Il breve Ep non mancherà senz’altro di suscitare fremiti di agrodolce malinconia in tutti gli appassionati del cantautorato slow-core degli anni Novanta, mentre la sua cristallina immediatezza poetica smentisce qualsiasi sovrastruttura, elevando ancora una volta la proverbiale “cameretta” a ispirata condizione dello spirito.

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Questa voce è stata pubblicata il 30 maggio 2020 da in recensioni 2020 con tag , , , , , , , .
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