PAN•AMERICAN
Fly The Ocean In A Silver Plane
(Kranky, 2026)
Nel trentennale dell’album bianco dei Labradford e nell’approssimarsi di quello del suo progetto solista Pan•American, Mark Nelson non cessa di creare mondi sonori tutti da esplorare. In questo lungo periodo è mutato il suo approccio personale, tuttavia la sensibilità narrativa e la cura del dettaglio si ritrovano – anzi amplificate – nel nuovo “Fly The Ocean In A Silver Plane”.
Il titolo e la foto in bianco e nero della madre di Nelson da giovane che lo contraddistinguono definiscono già a priori l’idea del viaggio che ne è alla base. È un viaggio nello spazio, nel tempo e soprattutto nei ricordi, compresi quelli di canzoni impresse nella sua memoria, che rivivono in frammenti opacizzati dal tempo in alcuni dei dieci episodi del lavoro.
Il minimalismo e l’estrema cura dei dettagli continuano a costituire i tratti distintivi delle composizioni di Nelson, il cui respiro decompresso è scandito da tremule vibrazioni di corde e, ancora, da residue pulsazioni digitali, che chiudono idealmente l’arco di tutta la sua parabola creativa. Le sommesse parti vocali e il violino di Chelsea Bridge, in un paio di brani, vengono inglobate come ulteriori elementi del paesaggismo sonoro e spirituale di Nelson, in costante espansione. Buon viaggio.
(pubblicato su Rockerilla n. 548, aprile 2026)