ANA ROXANNE – Because Of A Flower  (Kranky, 2020)* Benché il conciso esordio “~ ~ ~”, che ha richiamato immediate attenzioni sulle cangianti ibridazioni sonore di Ana Roxanne, sia stato pubblicato soltanto lo scorso anno, il suo seguito discografico “Because Of A Flower” costituisce il frutto di un processo più graduale e risalente, originato nel…

LESS BELLS – Mourning Jewelry (Kranky, 2020) L’ambiziosa intersezione tra elementi acustici e sintetici che ne aveva segnalato il debutto “Solifuge” (2018), torna a caratterizzare anche il secondo lavoro di Julie Carpenter sotto l’alias Less Bells. Parzialmente diversa è tuttavia la prospettiva dalla quale la musicista californiana affronta le sette tracce di “Mourning Jewelry”, non…

WINDY AND CARL – Allegiance And Conviction (Kranky, 2020) Ogni lavoro di Windy Weber e Carl Hultgren è circondato da un’aura di magia, oltre che di attesa da parte degli affezionati del duo-culto del Michigan, che da ormai quasi trent’anni continua ad attraversare psichedelia, space-rock, shoegaze e drone sognanti. Tale premessa è come non mai…

PAN•AMERICAN – A Son (Kranky, 2019)* Benché negli ultimi anni Mark Nelson non abbia mancato di farsi sentire sotto altre forme (la cassetta a tiratura limitata “Sketch For Winter II: Rue Corridor” e il progetto Anjou) “A Son” è soltanto il suo secondo album vero e proprio a nome Pan•American nel volgere di un decennio…

LOSCIL – Equivalents (Kranky, 2019)* La maturità creativa conseguita da Scott Morgan dopo ormai quasi vent’anni di attività l’ha condotto da un lato ad addensare il proprio suono ambientale, dall’altro a svilupparne le dinamiche attraverso snodi compositivi graduali, che ormai possono fare quasi completamente a meno di pulsazioni di matrice dub. Su un’affine linea evolutiva,…

SALOLI – The Deep End (Kranky, 2018) Cosa può suggerire un’idea di naturale consistenza liquida meglio di una piscina termale? Le atmosfere di umido tepore e di rilassata osmosi con gli elementi non rappresentano un’ispirazione astratta, bensì la concreta destinazione delle composizioni per synth analogici di Mary Sutton, al debutto solista sotto l’alias Saloli. I…

TIM HECKER – Konoyo (Kranky 2018) Non è una novità che le creazioni sonore di Tim Hecker si alimentino di un isolamento creativo dalla forte matrice spirituale, oltre che di una ricerca di riferimenti culturali sempre nuovi. Nel caso del suo nono album “Konoyo”, spunto e realizzazione hanno trovato origine in Giappone, dove ampie sue…

LESS BELLS – Solifuge (Kranky, 2018) Ancora una volta torna a manifestarsi lo stretto legame tra sperimentazione sonora e paesaggio: a sottolinearlo è la stessa Julie Carpenter, che presentando il debutto del suo progetto Less Bells ne allega l’ispirazione e finanche le caratteristiche timbriche ai desolati scenari e alle repentine variazioni climatiche degli altopiani desertici…

GROUPER – Grid Of Points (Kranky, 2018)* Da sempre, un alone opaco, come un’aura obliqua e nebbiosa, circonda la musica di Liz Harris, accompagnandola anche quando si presenta nella forma più scarna e in qualche modo meno eterodossa di pianoforte e voce. In diretta linea di discendenza da “Ruins” (2014), l’artista dell’Oregon presenta una concisa…

CHRISTINA VANTZOU – No. 4 (Kranky, 2018) Il quarto album di Christina Vantzou rappresenta un’ulteriore tappa dell’itinerario dell’artista statunitense rivolto alla creazione di un’ambience dal pronunciato substrato classico-orchestrale. Rispetto a “No. 3” (2015), in “No. 4” si assiste a una nuova rotazione di collaboratori (nell’occasione Steve Hauschildt, John Also Bennett, l’ex-Dirty Projectors Angel Deradoorian, Clarice…

DEDEKIND CUT – Tahoe (Kranky, 2018) Il passato industriale di Fred Welton Warmsley III si percepisce appena in controluce nel suo secondo lavoro a nome Dedekind Cut. Registrato tra Europa, New York e la sua residenza californiana, omaggiata nel riferimento geografico del titolo, “Tahoe” è una complessa sinfonia di spaesamento ambientale, che in otto brani…

DEMEN – Nektyr (Kranky, 2017) Una voce che viene dalle tenebre del profondo nord, manifestatasi tra le migliaia di demo in circolazione ai quattro angoli del pianeta: quella della svedese Irma Orm ha catturato l’attenzione della prestigiosa Kranky, per i cui tipi presenta il suo album di debutto sotto l’alias Demen. Frutto di un solitario lavoro…

memories: F♯ A♯ ∞

GODSPEED YOU BLACK EMPEROR! – F♯ A♯ ∞ (Kranky, 1998) Vent’anni. Tanti potrebbe dirsi che ha oggi un certo tipo di post-rock, quello più orchestrale e carico dal punto di vista emotivo, quello che da lì in poi quella definizione ha incarnato in maniera prevalente, ben oltre il carattere non definitorio dell’espressione, utilizzata originariamente in…

ANJOU – Epithymía (Kranky, 2017) Non è stato un ritrovarsi estemporaneo quello di Mark Nelson e Robert Donne sotto la sigla Anjou, circa tre lustri dopo la chiusura della loro indimenticabile esperienza nei Labradford. A tre anni di distanza dall’omonimo album di debutto del nuovo progetto i due sperimentatori americani vi danno continuità, sotto forma…

HIGH PLAINS – Cinderland (Kranky, 2017)* Quando pratica ambientale e strumentazione acustica si incontrano, sullo sfondo di un paesaggio naturale incontaminato, è facile che ne scaturiscano piccole meraviglie di intensità romantica e suggestioni cinematiche. L’incontro che ha presieduto a “Cinderland” è avvenuto nella zona dei grandi parchi naturali canadesi, dove si sono casualmente trovati a…

LOSCIL – Monument Builders (Kranky, 2016) Questa volta non sono i fenomeni atmosferici o gli spazi naturali della sua Vancouver ad aver ispirato il nuovo lavoro di Scott Morgan, bensì i ben più circoscritti spazi domestici ed eventi che riguardano la sfera personale e familiare dell’artista canadese, che celebra i quindici anni di attività sotto…

BENOÎT PIOULARD – The Benoît Pioulard Listening Matter (Kranky, 2016)* Mentre il periodo più recente della sua produzione come Benoît Pioulard sembrava aver ridefinito la personalità di Thomas Meluch in senso essenzialmente ambientale, come esemplificato in particolare dall’ultimo “Sonnet” (2015), il sesto album dell’artista di Portland lo riconduce invece in territori di folk-pop indietronico, peraltro in…

MJ GUIDER – Precious Systems (Kranky, 2016)* Dalle cassette a tiratura limitata – rinnovata cifra estetica delle sperimentazioni casalinghe – all’uscita ufficiale per una delle etichette indipendenti statunitensi più prestigiose e attente agli impulsi artistici sotterranei, il passo è meno lungo di quanto si potrebbe immaginare per Melissa Guion, alias MJ Guider. Il suo progetto…

memories: THE LONG ARM OF COINCIDENCE

JESSAMINE – The Long Arm Of Coincidence (Kranky, 1996) Gli albori dell’etichetta Kranky, da più di vent’anni indiscutibile punto di riferimento per proposte musicali stimolanti e fuori dal comune, erano stati caratterizzati in particolare dalle produzioni di due band tra loro ben diverse ma che ne avevano occupato buona parte della prima dozzina dei titoli…