memories: FOUR GREAT POINTS

JUNE OF 44 – Four Great Points (Quarterstick, 1998) This is the greatest place on earth interstated north and south i know you won’t go far away three full rooms full night and day we can’t stay here it’s time to go L’inquietudine di una modernità incerta, ormai priva di punti di riferimento universalmente condivisi,…

memories: EMPRESS

EMPRESS – Empress (555 Recordings / Pehr, 1998) Per una breve e marginale stagione, un definito cenacolo artistico inglese ha introiettato le delicate tensioni slow-core originate oltreoceano verso la metà degli anni Novanta. Si è trattato di una parentesi del tutto peculiare, incastonata tra la malinconia rurale degli Hood e gli incastri elettro-acustici di The…

memories: F♯ A♯ ∞

GODSPEED YOU BLACK EMPEROR! – F♯ A♯ ∞ (Kranky, 1998) Vent’anni. Tanti potrebbe dirsi che ha oggi un certo tipo di post-rock, quello più orchestrale e carico dal punto di vista emotivo, quello che da lì in poi quella definizione ha incarnato in maniera prevalente, ben oltre il carattere non definitorio dell’espressione, utilizzata originariamente in…

memories: TO CORNER WOUNDS

DRUNK – To Corner Wounds (Jagjaguwar, 1998) Una ventina di anni fa, al tempo in cui non era solo le micro-etichette sperimentali a caratterizzare fortemente la propria identità produttiva, ne nasceva una, la Jagjaguwar, divenuta oggi tra i principali fulcri “indie” americani, la prima parte del cui catalogo era un piccolo scrigno di gemme, realizzate…

memories: THE BED IS IN THE OCEAN

KARATE – The Bed Is In The Ocean (Southern, 1998) I febbrili Novanta statunitensi avevano già liberato le proprie energie più potenti e immediate, il rock classico era tornato a dominare le radio dei college e, al contempo, linguaggi “indie” si miscelavano con le inclinazioni di una ricerca sonora ad ampio raggio, che includeva cadenze…

memories: OCEAN SONGS

DIRTY THREE – Ocean Songs (Bella Union, 1998) Quando il rock non era ancora “post-“, ma la sua dimensione strumentale legata a composizioni di lunga durata erano diventate inusuali rispetto, ad esempio all’immediatezza energica del grunge, dagli antipodi si affacciava sulle scene uno strano terzetto che al tradizionale triangolo chitarra-basso-batteria associava il suono di un…

memories: ASÍ DUELE UN VERANO

MIGALA – Así Duele un Verano (Acuarela, 1998) “All this saturday holy silent and void wondering what to be. Give me a fire to burn, a stair or some little dirt to clean, cause I’m low of defenses, smoke with no fire, and I’m alone.“ Quello di realizzare canzoni dalle atmosfere inusuali può definirsi l’obiettivo principale…

memories: RUSTIC HOUSES FORLORN VALLEYS

HOOD – Rustic Houses Forlorn Valleys (Domino, 1998) C’è qualcosa in “Rustic Houses Forlorn Valleys”, fin dai colori della copertina e nel modo in cui certi arpeggi di chitarra risuonano in un’aria pura e sottile, che richiama in maniera inequivocabile l’autunno e anzi lo materializza in sensazioni tanto tangibili da risultare quasi fisicamente percepibili. È…

memories: SOUTH

SOUTH – South (Jagjaguwar, 1998) “Reading the last page of all my books, hoping not to find a truth I’ve overlooked” Era il 1998, era il tempo quando l’emo(-core) non aveva subito una mutazione di significato, erano i tempi dell’etichetta post-rock incollata in ogni dove artistico, erano tempi di destrutturazioni e lentezze, ma anche di…