IAN HAWGOOD – Peace Fragments (Slowcraft, 2020) La definizione di “frammenti” può ben apparire fuorviante in presenza di un lavoro di oltre un’ora di durata, ripartito in appena tre tracce, una delle quali supera da sola i quaranta minuti. Eppure, di frammenti si tratta, intesi nel senso di (dis)organiche istantanee volte a imprimere immagini auditive…

SLOW REELS – Farewell Islands (Morr Music, 2020) Entrambi artisti notevolmente inclini alle collaborazioni, Ian Hawgood e James Murray intraprendono un nuovo progetto condiviso, seppure a distanza. Nei quattro lunghi brani di “Farewell Islands” si fondono la passione per una strumentazione analogica e un approccio compositivo estremamente sensibile, che attraverso costruzioni melodiche veicola delicati contenuti…

IAN HAWGOOD + STIJN HÜWELS – No Voices (Home Normal, 2019)* “No Voices” non è soltanto l’ultima pubblicazione annuale dell’etichetta Home Normal, né semplicemente il frutto della collaborazione “sul campo” del suo creatore e curatore Ian Hawgood con il chitarrista belga Stijn Hüwels, che ne è stato assoluto protagonista del catalogo di quest’anno, in dialogo…

IAN HAWGOOD + PHIL TOMSETT – Fragmented Boundaries (Home Normal, 2019) Un lavoro come “Fragmented Boundaries” rappresenta la perfetta dimostrazione di come la genesi delle opere di sperimentazione ambientale sia tutt’altro che asettica e tanto meno immediata, non soltanto per l’accurato profilo di entrambi gli artisti che lo hanno realizzato a esito di un processo…

IAN HAWGOOD – Impermanence (Slowcraft, 2019) Solo un artista della sensibilità di Ian Hawgood poteva riassumere la propria lunga esperienza di musicista, produttore e responsabile di etichetta in quaranta minuti di flusso sonoro evanescente e fuggevole come il termine posto a individuarlo. Questo è “Impermanence”, un’elegia alla transitorietà che muove dalla sua declinazione tecnica, incarnata…

OUVALA – Multiperspectivity (Handstitched, 2018) Due musicisti abituati a riempire le rispettive esplorazioni elettro-acustiche di contenuti narrativi si ritrovano per la seconda volta a lavorare insieme. Non sorprende dunque che le nove tracce raccolte in “Multiperspectivity” da Ian Hawgood e Tim Martin (Maps & Diagrams) siano la risultante di un processo creativo strutturato in forma di…

rearview mirror: 2018

Anche quest’anno, per la settima volta, è giunto il momento di tornare a guardarsi indietro, ai mesi trascorsi e alla musica che li ha popolati. Mentre il rumore di fondo delle tradizionali classifiche di fine anno non si è ancora diradato, mentre tutti sono concentrati nel non perdere il passo con le novità dell’annata che…

IAN HAWGOOD – 光 (Eilean, 2018) La decennale esperienza di vita in Giappone, da poco conclusa, informa ancora in maniera significativa le opere di Ian Hawgood, che dopo una lunga serie di collaborazioni (ultime quelle di inizio anno con Danny Norbury e con Giulio Aldinucci), torna a un organico lavoro solista, identificandolo semplicemente con l’ideogramma “光”,…

IAN HAWGOOD + GIULIO ALDINUCCI – Consequence Shadows (Home Normal, 2018) In parallelo a quella con Danny Norbury, un’altra collaborazione lungamente sviluppata da Ian Hawgood vede finalmente la luce. Compagno di viaggio è nell’occasione Giulio Aldinucci, con il quale l’artista inglese aveva intrattenuto fin dal 2011 un dialogo a distanza attraverso lo scambio di file…

IAN HAWGOOD + DANNY NORBURY – Faintly Recollected (Home Normal, 2018)* Può considerarsi un evento raro ritrovare il nome di Danny Norbury come responsabile di un’uscita discografica, ancorché non interamente a lui riconducibile, come invece il suo unico lavoro solista “Light In August” (2009). Protagonista di innumerevoli collaborazioni, il violoncellista di Manchester è questa volta accanto…

rearview mirror: 2017

Per la sesta volta dall’esistenza di Music Won’t Save You, è il momento della consuetudine riepilogativa di un’annata musicale, ancora una volta aliena da pratiche compilative e di fatto aperta a quanto, realizzato nel corso dell’anno nel mare magnum della produzione discografica, potrà essere scoperto in futuro. Con ancor maggiore evidenza rispetto al recente passato,…

IAN HAWGOOD + WIL BOLTON – Transparencies (Home Normal, 2017) La collaborazione tra Ian Hawgood e Wil Bolton viene da lontano e nasce da un’affinità di fondo tra i due artisti, incentrata sul comune denominatore di un approccio istintivo e profondamente umano alla materia elettro-acustica. In otto anni di contatti e combinazioni creative che hanno…

IAN HAWGOOD – Love Retained (Home Normal, 2017) Dopo aver vissuto per alcuni anni in Giappone, dove si è svolta gran parte dell’attività della sua etichetta Home Normal, alla fine del 2015 Ian Hawgood ha deciso insieme alla moglie di tornare in Inghilterra. Ne è conseguito un periodo di inevitabile pausa dell’etichetta e di altrettanto…

TINY ISLES – The Long Seasoned Sleep (Komu, 2014) Christopher Hipgrave, Ian Hawgood e Jason Corder (Offthesky) hanno unito le loro manipolazioni elettro-acustiche e sintetiche nella collaborazione aperta Tiny Isles. Alle nove tracce di “The Long Seasoned Sleep” hanno inoltre partecipato, tra gli altri, Ben Chatwin (Talvihorros) e Rie Mitsutake, che aggiunge vocalizzi sognanti a un…

RION – ホタル (Hibernate, 2013) L’ultima tra le numerose collaborazioni intraprese da Ian Hawgood vede l’artista inglese, ormai da tempo trapiantato in Giappone dove guida l’etichetta Home Normal, accanto a Ryo Nakata (alias Ryonkt) in una fusione di linguaggi sperimentali tra la sua elettro-acustica ambientale e le più corpose elaborazioni droniche dell’artista nipponico. Dalle durature esperienze…

BLACK ELK – Sparks (Komu, 2012) Un vero e proprio supergruppo che unisce stratificazioni elettro-acustiche, drone e spoglie tonalità di pianoforte e violoncello: Black Elk rappresenta l’incontro tra le sensibilità di Ian Hawgood, Danny Norbury, Clem Leek e Tim Martin (Maps And Diagrams), artisti dal retroterra diverso ma tutti impegnati nel disegnare paesaggi sonori tra manipolazioni…