music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

PJUSK – Tele
(Glacial Movements, 2012)

Per la prima release del 2012 del suo catalogo tematico improntato all’isolazionismo ibernato, la romana Glacial Movements si immerge nelle profondità delle terre del Nord, ospitando il nuovo lavoro del duo formato dai norvegesi Rune Andre Sagevik e Jostein Dahl Gjelsvik, dedicato alle formazioni sotterranee di ghiaccio, nella loro lingua denominate appunto “Tele”.

I cinquanta minuti del disco, ripartiti in nove composizioni concise ma pienamente autosufficienti, proseguono il percorso delineato nel precedente “Sval”, approfondendone in chiave “ghiacciata” la densità dark-ambient e i claustrofobici impulsi ritmici, residui lasciti delle esperienze techno degli anni 90 di Sagevik e Gjelsvik.
L’immaginario del concept d’ispirazione ricorre in buona sostanza anche nel contenuto di “Tele”, i cui brani, ormai distanti dagli ossessivi cliché del genere, denotano plurime venature del loro substrato di correnti gelide e imponenti stratificazioni sonore. Se infatti la circolarità di persistenze spettrali di “Gneis” e le scarnificate modulazioni dub di “Flint” descrivono il consueto terreno delle esplorazioni di Pjusk, le modalità secondo cui sono sviluppate in “Tele” contemplano una vasta gamma di variazioni, dalle pulsazioni ritmiche sommerse dalla marea nera di “Skifer” ai continui fremiti di “Granitt”, sfocianti quasi in accenni minimal techno.

Tra beccheggi e ondulazioni, elemento saliente del lavoro rimane tuttavia l’incessante vitalità delle composizioni, enfatizzata dai tanti frammenti elettro-acustici biospheriani che, disseminati lungo tutta la durata del disco, trovano la loro consacrazione prima nell’inusitato calore degli sciabordii dub di “Kram” (in odor di Pan American) e infine nella complessa “Polar”, le cui iniziali saturazioni si evolvono in rilucenti battiti acustici, che dischiudono a una flebile luce solare l’oppressione asfittica del ghiaccio sotterraneo.

Nel complesso, questo nuovo tassello delle esplorazioni della Glacial Movements conferma le qualità del progetto Pjusk nel plasmare il proprio suono, nonostante il risultato lasci talvolta l’impressione di essere ancora perfettibile dal punto di vista della capacità suggestiva.

(pubblicato su ondarock.it)

http://www.pjusk.no/

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Questa voce è stata pubblicata il 25 febbraio 2012 da in recensioni 2012 con tag , , , , , , .
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