music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

label spot: DENOVALI

Sono ormai un ricordo gli anni in cui intorno alle etichette discografiche si costituivano vere e proprie scene, per cui ogni nuova uscita da esse pubblicata era già sinonimo di garanzia di qualità e indizio di coerenza artistica. Nel parcellizzato mondo musicale attuale, permane ancora qualche eccezione di lungo corso (Kranky, Kompakt e poche altre), mentre sempre più difficile è affermarsi e distinguersi per etichette create già nel pieno degli anni Duemila. Anche per questo, merita di essere evidenziata l’esperienza della tedesca Denovali, che nel volgere di appena un quinquennio è stata in grado di trasformarsi da iniziativa collaterale a un’organizzazione di concerti a marchio riconosciuto e apprezzato a livello internazionale per il fiuto grazie al quale pesca stimolanti proposte in territori che vanno dall’elettronica al post-rock, dal neoclassicismo alla drone music.

Tutto comincia tra Colonia e Bochum nel 2006, dove Timo Alterauge e Thomas Hack pensano inizialmente soltanto di pubblicare alcuni 7’’ a margine della loro attività di programmazione di eventi dal vivo. E proprio in quel formato vedono la luce le prime produzioni griffate Denovali: si tratta in prevalenza di materiale di band hardcore-metal, tra le quali spiccano i Coffin Dancer e i francesi Celeste, che nel 2008 realizzeranno, con “Nihiliste(s)”, quello che insieme a Jokes dei Kidcrash sarà il primo full length edito dall’etichetta tedesca.
Il cambio di rotta, almeno da un punto di vista della collocazione artistica, è immediato e ben più significativo di quanto potesse sembrare in apparenza: all’urlo delle chitarre si sostituisce il fragore emozionale delle esplosioni post-rock, a partire dalla ristampa, due anni dopo la pubblicazione originaria, di “Scars Of The Midwest“, debutto dei britannici Blueneck, band che con le sue atmosfere brumose riusciva ancora a suscitare qualche slancio nei già asfittici scenari post-rock.

È l’inizio della fase centrale dell’attività dell’etichetta, che tra 2008 e 2010 si concentra nella ricerca di produzioni post-rock “marginali” rispetto a quelle più acclamata, proponendo tra l’altro le ristampe di un paio di volumi della svedese Tenderversion, quali il secondo album dei September Malevolence e “The Fierce And The Longing” del delizioso quartetto femminile post-cameristico Audrey. In questo periodo si tratta, appunto, soprattutto di riedizioni (spesso solo in vinile) di opere pubblicate altrove, come avviene anche con gli altri svedesi Jeniferever (“Choose A Bright Morning”, 2009) e con i nostri Neil On Impression. Quella di Denovali, nel periodo considerato, si direbbe dunque un’operazione di mera redistribuzione di dischi appartenenti a nicchie geografiche o di genere; non si tratta di un contributo trascurabile, vista la peculiarità di scelte che rappresentano il frutto di un’instancabile ricerca nel mare magnum della Rete e al tempo stesso denotano l’arguzia del fiuto del binomio che conduce l’etichetta.

È proprio questo fiuto nel recuperare e diffondere dischi oggetto di un culto più o meno sotterraneo a determinare quella che può essere a tutti gli effetti considerata la svolta nella vita dell’etichetta: nel 2010 viene infatti pubblicata l’edizione in doppio vinile dell’album omonimo di Bersarin Quartett, progetto elettronico del tedesco Thomas Bücker, esempio sublime di “elettronica orchestrale” di chiara matrice teutonica, originariamente uscito per Lidar nel 2008.
Nell’anno seguente l’attività dell’etichetta tedesca si intensifica oltre misura: a gennaio esce la nuova stampa dell’album d’esordio di Birds Of Passage, il progetto solista di Alicia Merz, “Without The World“. Il passaparola e alcune illuminate recensioni della rete aiutano a creare un piccolo culto. Ed è solo l’inizio.
Nei successivi undici mesi la Denovali stampa più di venti album, tra conferme (The Mount Fuji Doomjazz Corporation, Iroha, The Kilimanjaro Darkjazz Ensemble, Aun, Omega Massif, Sankt Otten, Blueneck) ed esordi (Field Rotation). L’anno si conclude nello stesso modo in cui è cominciato: con un album di Birds Of Passage, “Winter Lady“, che conferma il talento incontenibile della Merz.

Anche nel 2012 il ritmo delle attività della Denovali non sembra arrestarsi: dall’inizio dell’anno sono già stati pubblicati una mezza dozzina di album, tutti rigorosamente in cd e vinile, formato al quale l’etichetta è particolarmente legata, come dimostrano le parole degli stessi Timo e Thomas “il vinile è sicuramente il formato migliore…. soprattutto per le dimensioni delle immagini e il lavoro grafico che ci si può fare. Non siamo nerd del suono – tuttavia l’ascolto del vinile richiede maggior attenzione e partecipazione rispetto ad un semplice click con il mouse…”.

(in collaborazione con Roberto Mandolini, pubblicato su Rockerilla n. 379, marzo 2012)

http://denovali.com/

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Un commento su “label spot: DENOVALI

  1. Lullabier
    17 aprile 2012

    Bravi Raf e Roberto, la Denovali è una delle etichette contemporanee più interessanti in assoluto. L’anno scorso ho adorato i Dale Cooper Quartet, e in questi giorni hanno pubblicato un bel cd dei Samuel Jackson 5…

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Questa voce è stata pubblicata il 17 aprile 2012 da in articoli con tag , , , , , , , , .
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