music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

PINBACK – Information Retrieved
(Temporary Residence, 2012)

Sono stati anni di ozio operoso quelli che separano il precedente “Autumn Of The Seraphs” (2007) dal ritorno discografico del duo formato da Rob Crow e Zach Smith.

Benché tra progetti collaterali e solisti i due artisti californiani non abbiano fatto mancare la loro voce, ritrovarli sotto la sigla Pinback non può non far riecheggiare i fasti della formula di pop obliquo (ma pur sempre pop) proposta fin dai tempi dell’omonimo debutto, alla fine degli anni ’90. Da allora, molte cose sono mutate nel contesto “indie” statunitense, con l’affermazione di derive surf-noise oppure di nostalgie per il feedback dell’Inghilterra di venti e più anni fa, mentre non ha subito variazioni di sorta l’unione di melodie fluide con febbrili impulsi ritmici che, puntualmente, si ritrova anche nei dieci brani compresi in “Information Retrieved”.

Fin dall’iniziale “Proceed To Memory” ci si ritrova appieno nel classico suono Pinback, invecchiato senza mutazioni significative, eppure ancora capace di depotenziare attraverso il pop i nervosi impulsi di basso e batteria (lasciti “emo”, se la definizione non fosse nel frattempo traslitterata a designare tutt’altro) e i graduali crescendo, sempre finemente controllati con perizia certosina. Crow e Smith sanno dunque ancora il fatto loro e chi li ha sempre apprezzati non mancherà di salutarne con piacere il ritorno; soltanto che, in mancanza di sostanziali sviluppi stilistici e anche di slanci di scrittura capaci di far decollare le canzoni, “Information Retrieved” risulta presto un album tanto confortevole nell’approccio quanto timido negli esiti.

Così, mentre “Diminished” e la conclusiva “Sediment” accolgono nuovamente nelle soffuse atmosfere dell’ottimo “Summer In Abaddon” (2004), nell’impeto di “Denslow, You Idiot!” e nelle sincopi di “Drawstring” subentra una certa monotonia, che induce a ritenere l’album piuttosto un esercizio di stile “conservativo”, per quanto ben riuscito, che non il frutto di una rinnovata urgenza comunicativa di due artisti navigati ma troppo indulgenti verso un’immagine ormai sbiadita di sé.



http://www.pinback.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 7 novembre 2012 da in recensioni 2012 con tag , , , , , , , , .
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