music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

samarisSAMARIS – Samaris
(One Little Indian, 2013)

Frizzante aria nordica proveniente dall’Islanda; non è certo una novità, né dal punto di vista climatico né da quello musicale, considerando la ricchezza di proposte originate negli ultimi anni dall’isola più amata nel mondo (più o meno) “indie”. Proprio questa volta ci si potrebbe trovare in presenza di un nuovo nome con tutte le carte in regola per potersi inserire sulla scia di fama dei più celebrati connazionali: i Samaris sono un terzetto di giovanissimi che finora aveva realizzato solo due Ep (“Hljóma Þú”, 2011, e “Stofnar Falla”, 2012), finora distribuiti esclusivamente in patria e adesso ripubblicati per il mercato internazionale sotto forma di un omonimo album-collage arricchito da quattro remix.

Nonostante la sua genesi disorganica, che funge da biglietto da visito per un album vero e proprio, annunciato per l’autunno, il lavoro evidenzia appieno le credenziali della band, destinata a collocarsi su un crinale di electro-pop raffinato e notturno, oltre che ammantato dai sentori tipicamente nordici. Tutto o quasi delle otto tracce rimanda a paesaggi incantati e glaciali: l’elettronica pulsante, al tempo stesso compassata e giocosa, di Þórður Kári Steinþórsson, il clarinetto (!) di Áslaug Rún Magnúsdóttir e soprattutto i suadenti timbri gutturali della voce di Jófríður Ákadóttir (metà delle Pascal Pinon), che impreziosisce tanto claustrofobiche sincopi quanto scheletri melodici dalle non celate ambizioni pop.

In tal senso, le armonie ipnotiche e il battito della pregevole “Góða Tungl” – singolo supportato anche da un video molto curato – lasciano ben sperare sognanti sviluppi electro-pop, così come gli incantati paesaggi elettronici che affiorano qua e là, a mo’ quasi di substrato ambientale (“Hljóma þú”, “Kælan Mikla”), al quale il clarinetto conferisce una magia arcana e il calore dell’unica matrice sonora reale presente nella raccolta. Qualche perplessità in più destano invece i passaggi nei quali il terzetto islandese accelera il battito, quasi strizzando l’occhio a un dancefloor declinato secondo un gusto intellettuale di buona presa nel mondo indipendente (The Knife sono dietro l’angolo…). Potrebbe trattarsi, in fondo, di peccati di gioventù di una band dall’identità non ancora definita ma comunque dalle ottime potenzialità.

Se dunque  questo lavoro doveva fungere da succulenta anteprima, la sua finalità può ritenersi brillantemente adempiuta. Anche grazie a un importante contratto discografico internazionale già alle spalle e con il secondo degli Ep qui raccolti (“Stofnar Falla”) registrato negli studi dei Sigur Rós e con l’assistenza di Gunnar Tynes dei Múm, i Samaris sembrano davvero avere già tutte le carte in regola per spiccare il volo fin dal prossimo album di debutto vero e proprio.

[youtube http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=_pKuzdMFE8k] http://samaris.is/

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Questa voce è stata pubblicata il 7 agosto 2013 da in recensioni 2013 con tag , , , , , , .
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