BIRDS OF PASSAGE – This Kindly Slumber
(Denovali, 2014)
Al fervido periodo che l’aveva vista pubblicare due dischi nel volgere di un anno (il debutto da brividi “Without The World” e “Winter Lady“) e intraprendere progetti collaborativi ulteriori rispetto al suo personalissimo Birds Of Passage, Alicia Merz ha fatto seguire un lungo silenzio, come avviluppato dalla medesima nebbia di drone che circonda i suoi narcolettici scheletri di canzone.
Fin dal titolo, “This Kindly Slumber” appare dunque il ritorno dell’artista neozelandese a quello stato di torpore invece fecondo dal punto di vista creativo, per lei che in un’intervista ha dichiarato come il suo stato d’animo ideale per comporre sia la depressione. I fantasmi di ricordi, abbandoni, solitudini e amori spezzati popolano le sette tracce dell’album, i cui contorni indefiniti sublimano l’angosciosa malinconia evocata dai sospiri incorporei della Merz, perfettamente compenetrati con le sue atmosfere ipnotiche.
Il costante flusso di suono e coscienza che percorre il lavoro rivela caratteri tuttavia non uniformi, costellato com’è da cupe increspature (“Belle De Jour”, “And All Of Your Dreams”), arpeggi eterei (“Take My Breath”) e riverberi affilati (“Yesterday’s Stains”). Tanto introspettivo da graffiare nel profondo, ma tanto suadente da indurre a perdersi nelle sue coltri sedate, “This Kindly Slumber” conferma Alicia Merz nella peculiare dimensione di drone-writer che vive la musica come sofferta, liberatoria catarsi.
(pubblicato su Rockerilla n. 402, febbraio 2014)