music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

dan_michaelson_and_the_coastguards_distanceDAN MICHAELSON AND THE COASTGUARDS – Distance 
(The State51 Conspiracy, 2014)

C’è una linea di continuità e una dolorosa cesura tra il disco dello scorso anno “Blindspot” e il nuovo “Distance”, quinto album del Dan Michaelson “solista”, nuovamente affiancato dai suoi Coastguards: non muta l’understatement espressivo del songwriter inglese, né il desolato bianco e nero della copertina e nemmeno la scelta di un titolo sintetico, asciutto, dal quale trasuda già il senso della separazione, della traumatica fine di un amore, che permea le otto canzoni di “Distance”.

Eppure, tra le storie narrate dal crooning baritonale di Michaelson filtra via via un raggio di luce, veicolato da un catartico percorso umano che muove dalla sofferenza del ricordo all’apertura positiva al cambiamento e soprattutto da soluzioni sonore che, facendo leva sul supporto della band in maniera più evidente rispetto al recente passato, plasmano canzoni organiche attraverso aperture armoniche e linee ritmiche cadenzate ma ben definite.

Il loro fulcro permane comunque sempre nelle vellutate confessioni a cuore aperto di Michaelson, ancora disarmanti quando si manifestano nella loro forma più essenziale di ballate al pianoforte, avvolte da una penombra solitaria e palpitante sentimento (in particolare l’iniziale “Evergreen” e “Every Step”). Sono questi gli episodi più coinvolgenti di un album, ancora una volta, estremamente personale e sentito nella sua concisa durata di appena mezz’ora, nel corso della quale non mancano anche riuscite osmosi tra songwriting e arrangiamenti misurati (“Your Beauty Still Rules”), mentre talora il ruolo della band si accresce d’importanza, rendendo il suono più corposo attraverso inserti elettrici, ritmiche vagamente jazzy e crescendo strumentali full-band (“Burning Hearts”, “Every Step”, “Somewhere”).

Benché in tal modo Michaelson non riesca a eguagliare l’intensità degli scarni dialoghi tra pianoforte e voce, non ne viene nemmeno intaccato in maniera decisiva il pathos del suo elegante songwriting che, rivestito di una tavolozza sonora più varia e colorata, attesta in maniera emblematica l’essenza di un travagliato cambiamento interiore e della correlativa apertura a nuovi orizzonti, anche dal punto di vista espressivo.

http://www.danmichaelsonandthecoastguards.co.uk/

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