music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

lily_and_madeleine_fumesLILY & MADELEINE – Fumes
(Asthmatic Kitty, 2014)

Con una coincidenza di date ben probabilmente non casuale, Lily e Madeleine Jurkiewicz celebrano l’anno dall’uscita del loro primo disco omonimo pubblicando l’immediato seguito di quella raccolta di canzoni che aveva imposto le due teenager del Mid West all’attenzione di un mondo indie-folk che ormai nemmeno si stupisce più di prove discografiche da parte di artisti adolescenti o poco più.

Il punto è che le giovanissime in questione crescono (o si trovano a dover crescere) molto rapidamente, proiettate su palcoscenici importanti, indotte al confronto con il mercato e lo showbiz e, nel caso di Lily & Madeleine, persino ritratte su riviste patinate. Se dunque il primo approccio con la musica realizzata da teenager ne sottolinea facilmente la miscela di freschezza e maturità, la conferma e i successivi sviluppi risultano alquanto difficili, tanto dal punto di vista della percezione di pubblico e critica quanto soprattutto da quello della direzione espressiva da intraprendere.

Mentre le “colleghe” un po’ più grandi First Aid Kit (la comparazione è inevitabile…) hanno ripiegato sulla tradizione, ben presto sviluppata più nella forma che nella sostanza (l’incolore “Stay Gold”), Lily & Madeleine virano con decisione verso un’accentuazione dei caratteri più pop e immediati delle loro canzoni. La base dei dieci brani dell’album permane una scrittura di lontana matrice folk, svolta in melodie gentili e aggraziati intrecci vocali. Su questa, si innestano tuttavia una serie di tentativi di arricchire l’offerta espressiva delle sorelle Jurkiewicz di una serie di sfumature volte da un lato a sottolineare, ostentandola, una maturità che nel debutto e ancor prima nell’Ep “The Weight Of The Globe” emergeva con maggiore naturalezza, e dall’altro a rendere le loro canzoni accessibili anche al di fuori del circuito indie-folk.

In questo senso possono interpretarsi gli aloni sintetici che avvolgono ad esempio la pur ottima “Can’t Admit It” e “Blue Blades” e, a maggior ragione, le strutture indie-rock associate a brani quali “Rabbit”, “Cabin Fever” e “Peppermint Candy”, invece piuttosto inconferenti. Finisce così che le due ragazze riescano ancora a esprimersi con una certa spontaneità soprattutto nei brani più essenziali, quali la stessa “Can’t Admit It”, la nostalgica “Run Away” e la ballata al pianoforte “Lips & Hips”, tra tutte l’attestazione della consapevolezza della loro rapida crescita umana, prima ancora che artistica.

Per quest’ultima sarà indispensabile che Lily e Madeleine vengano lasciate quanto più possibile libere di esercitare le proprie indubbie doti naturali di scrivere e interpretare armonie animate da fragile, agrodolce bellezza; perché una precoce maturità non si traduca in una altrettanto precoce sensazione di senescenza artistica e di target.


http://lilandmad.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 30 ottobre 2014 da in recensioni 2014 con tag , , , , , , , .
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