music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

marco_belloni_secret_window_secret_gardenMARCO BELLONI – Secret Window, Secret Garden
(Self Released, 2014)

Con la levità di un batter d’ali e la discrezione di una curata autoproduzione, una nuova firma si affaccia nel sempre più ampio novero di compositori italiani affascinati dal neoclassicismo cinematico. Si tratta di Marco Belloni, artista veneto con alle spalle ben diverse esperienze in campo punk e post-rock, trasferitosi a Londra dove ha intrapreso l’attività di produttore e sound designer, imprimendo una decisa svolta ai propri personali orizzonti espressivi.

Tutto passa attraverso il recupero del pianoforte, strumento ormai sempre più protagonista del composito universo “modern classical”, che Belloni aveva cominciato a suonare in tenera età e per il quale ha riscoperto un’attitudine adesso filtrata da una sensibilità adulta e da una dimestichezza con l’elettronica in grado di amplificarne le potenzialità suggestive.
Sono questi i principali elementi essenziali cinque brevi composizioni raccolte sotto l’immaginifico titolo di “Secret Window, Secret Garden”, che accosta quelli di due dei brani in esso contenuti, a simbolica rappresentazione della fusione tra mondi in apparenza diversi riassunti nell’Ep di debutto di Belloni.

Non si tratta di un mero accostamento di fonti sonore, bensì di un’osmosi che procede per stadi successivi nel corso degli appena sedici minuti dell’Ep. All’inizio, l’elettronica è pressoché assente, fungendo appena da fondale amplificato della fragile armonia pianistica dell’incipit “You Stole My Story”; comincia poi ad affacciarsi discreta e sognante verso il finale di “Secret Window”, disegnando vaporosi arabeschi in qualche misura assimilabili alle vaporose atmosfere del Jimmy LaValle abbagliato dai paesaggi nordici, fino a presentare fremiti di una certa ruvidità nel breve brano centrale “Fracture”.
Da qui in poi, la narrazione sonora di Belloni ridiscende la parabola culminata in quell’apice destrutturato, rinnovando in “Secret Garden”, in forma ancora più riflessiva, il magico romanticismo dell’altro corno della title track, prima di culminare nella conclusiva “Behind The Glass” in sospensioni notturne tra note pianistiche che preludono a un’apertura ariosa sostenuta da suggestive folate sintetiche.

Nella loro eterogena coerenza, i cinque brani di “Secret Window, Secret Garden” stabiliscono una serie di possibilità di sviluppi futuri, che attestano già a sufficienza le possibilità di Marco Belloni e la sua non banale collocazione nella cerchia di artisti italiani – tra i quali sovviene in particolare l’altro “emigrante” Luca Ciut – interessati all’elaborazione di un neoclassicismo perfettamente complementare con l’elettronica e ricco di suggestioni cinematiche.

http://www.marcobellonimusic.com/

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