music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

tropic_of_coldness_demography_of_dataTROPIC OF COLDNESS – Demography Of Data
(Organic Industries, 2014)

Torna a manifestarsi, nella sua criptica scarsità di informazioni circa l’identità dei suoi protagonisti, uno dei progetti collaborativi più interessanti tra gli innumerevoli operanti in territori ambientali dagli spiccati caratteri emozionali. Un anno e mezzo dopo il lusinghiero “Unrelated Casualities”, il progetto italo-americano Tropic Of Coldness dà alle stampe sei nuove tracce, realizzate nel corso di quasi un anno nella residenza belga che ha dato origine al duo.

La stessa prolungata elaborazione del contenuto di “Demography Of Data” funge da prima attestazione sufficiente a comprendere l’accurato processo produttivo del duo, che alla semplice sperimentazione sonora continua a unire un’attitudine compositiva densa di suggestioni cinematiche. I sei brani del lavoro, che spaziano tra durate brevi e due episodi intorno ai dieci minuti, scorrono come una narrazione sonora costituita da sequenze che scolorano quasi l’una nell’altra, in un gioco di persistenze e variazioni che non smentisce ascendenze con i Labradford più notturni e, in generale, con quel filone ambientale incentrato su cadenzati riverberi chitarristici.

Oltre alle calde risonanze che ne scandiscono gran parte del percorso di circa quaranta minuti, “Demography Of Data” innesta nel soundscaping di Tropic Of Coldness l’ulteriore elemento di una densa austerità complessiva, immediatamente percepibile nei loop granulosi del brano d’apertura “Circles In An Empty Square”, che riecheggia gli immaginari elettronici teutonici di Bersarin Quartett o Klimek, ma presente soprattutto nelle texture crepitanti e a tratti distorte che affiorano in particolare nella title track e lungo gli oltre dieci minuti di “The Distressing Dilemma Of Rational Choices”. Non per questo le composizioni smarriscono in alcun modo il loro fascino, che pure si traduce in forme più morbide e persino romantiche in “Brain Drain, Curly Girl” e soprattutto nell’altro brano di più lunga durata, “Handover Letter”, prima che le dissolvenze della conclusiva “Our Breath, Away” riconducano tutto a una consistenza di nebbiosa purezza ambientale, particolarmente congeniale a un duo che in “Demography Of Data” continua a mostrare una vividezza comunicativa non comune nel suo ambito musicale.

http://tropicofcoldness.wordpress.com/

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2 commenti su “

  1. Pingback: Music Won’t Save You review of “Demography of Data” | TROPIC OF COLDNESS

  2. Pingback: Déplacés on Music Won’t Save You – TROPIC OF COLDNESS

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