music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

ryuichi_sakamoto_illuha_taylor_deupree_perpetualRYUICHI SAKAMOTO / ILLUHA / TAYLOR DEUPREE – Perpetual
(12k, 2015)

Tre lunghi movimenti catturati dal vivo nel corso di un’esibizione della scorsa estate espandono a nuovi partner creativi l’esperienza collaborativa già posta in atto da Taylor Deupree e Ryuichi Sakamoto in occasione del loro “Disappearance” (2013). Accanto ai due navigati artisti, un altro duo ormai di casa per l’etichetta 12k, gli Illuha di Corey Fuller e Tomoyoshi Date che da progetto a distanza si sono trasformati in continuativo progetto in compresenza in occasione dell’intrigante “Akari” (2014).
L’incontro contemporaneo è stato per i quattro musicisti un’esperienza inedita, la cui valenza è amplificata proprio dalla registrazione in presa diretta delle improvvisazioni da loro condotte e catturate nei cinquanta minuti di “Perpetual”.

Nelle tre pièce gli universi sonori dei quattro musicisti sono condensati in una materia sonora viva e cangiante, nella quale i contributi singoli si disperdono in una sintesi nella quale synth e chitarre processate delineano la base sulla quale gravitano field recordings in sospensione e minute irregolarità elettro-acustiche. Ciò non implica che non siano riconoscibili, ad esempio, le armonie pianistiche di Sakamoto o l’abituale approccio organico al suono da parte di Deupree e le sculture in movimento degli Illuha; soltanto tutti questi elementi sono sottoposti a un incessante processo di ricombinazione lungo il corso dei tre movimenti del lavoro.

Benché il primo sia maggiormente popolato da screziature sonore prodotte da oggetti e field recordings e il secondo sublimi esili drone in particelle di vapori cosmici, in entrambi non mancano di affiorare suadenti modulazioni e frammenti acustici che li ammantano di una grazia incantata, del resto coerente con il contesto del centro artistico Yamaguchi, nel quale l’esibizione che ha dato luogo a “Perpetual” si è svolta. Una sensazione ancora più spiccata di fragile delicatezza promana dal movimento finale, ricamato dalle note del pianoforte incorniciate da texture nebbiose, in perfetto equilibrio tra naturalismo ambientale ed elettro-acustica microtonale.

Proprio la bilanciata naturalezza delle improvvisazioni di “Perpetual” costituisce il risultato più lusinghiero dell’operazione, che rende emblematico come l’interrelazione tra diverse eccellenze espressive non possa che produrre mondi sonori preziosi e affascinanti.

http://sitesakamoto.com/
http://illuha.com/
http://www.taylordeupree.com/

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