music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

violet_woodsVIOLET WOODS – Violet Woods
(The Great Pop Supplement, 2014)

Nome della band e copertina del suo primo disco sulla lunga distanza – che fa seguito a tre anni di attività sotterranea e sparuti singoli – forniscono una rappresentazione già piuttosto fedele delle coordinate espressive dei Violet Woods: ambientazione naturalistica, colori acidi e contesto visionario sono infatti elementi che si ritrovano fedelmente nell’omonimo album della band di Cambridge, ai quali si associa la fluida immediatezza pop, alimentata anche dalle registrazioni analogiche in presa diretta dei suoi dieci agili brani.
Ancor più di una trasognata vena pop, nei brani dei Violet Woods vi sono tracce sensibili di una psichedelia lieve e sottilmente nostalgica, tradotta in riff chitarristici, evanescenti scie sintetiche e in un cantato placido e sommesso, che rimanda con discrezione a quella temperie pop-wave, oggetto di tanta recente riscoperta su entrambe le sponde dell’Atlantico.

Quella dei Violet Woods non è tuttavia semplice adesione a un’estetica, quanto piuttosto omaggio consapevole e spontaneo, filtrato dalla freschezza di un songwriting frizzante, associato a ulteriori suggestioni che si susseguono nel corso dell’album. Se fin dal titolo del brano d’apertura la fascinazione elettrica è resa esplicita insieme a un’obliqua andatura melodica, la deliziosa “Over The Ground” mette in luce un’agrodolce scorrevolezza pop affine a quella contemporanea dei Real Estate, che attinge tanto dalla Sarah Records quanto dalla psichedelia del Paisley Underground. Quella psichedelia si fa più densa e nervosa nel corso del lavoro, con l’organo di “The Dancer” che rimanda ai classici di qualche decennio fa e il fuzz di “What I Need” e di “The River” a spazzar via l’aura piacevolmente decadente che circonda gran parte del lavoro.

Presente e passati (doverosamente al plurale) si incontrano nelle canzoni dei Violet Woods, così come chitarre e tastiere che con naturalezza materializzano paesaggi immaginari, sostenuti dalla linfa di un pop senza tempo, che non cessa di trasformarsi e di regalare piccole gemme di carica psych e dolcezza melodica.

http://violetwoods.tumblr.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 8 febbraio 2015 da in recensioni 2014 con tag , , , , , , , .
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