music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

spheruleus_peripheresSPHERULEUS – Peripheres
(Eilean, 2015)

Non ci si lasci ingannare dal titolo: la seconda produzione annuale di Harry Towell non è dedicata a periferie antropizzate, anzi l’accezione nella quale l’artista inglese impiega il termine “periphere” sottende un concetto integralmente naturalistico. Si tratta infatti di rivoli d’acqua, appunto, periferici rispetto al sistema di dighe e canali principali delle zone paludose dell’Inghilterra orientale, dove Towell risiede e dalle quali ha tratto spunto per le dodici cartoline sonore raccolte in “Peripheres”.

Si tratta, appunto, di una sequenza di miniature di tre minuti o poco più che, a differenza ad esempio dell’operazione di naturalismo ambientale condotta nella stessa zona da Simon Scott in “Below Sea Level”, non ruotano intorno alla rielaborazione di suoni concreti, bensì alla ricerca di una sintesi ritmico-armonica funzionale alla traduzione in suono dei flussi dinamici dell’ambiente naturale.

Towell abbandona così, almeno in parte, la dimensione narrativa di emozioni personali sottesa al recente “Chronota”, proiettando le proprie composizioni verso un’universalità di messaggio e rappresentazione veicolata da una varietà di snodi armonici e loop (“Trenche”), ma anche da microsuoni pulsanti e segmentazioni ritmiche mai così pronunciate, che ricorrono nella maggior parte delle brevi tracce di “Peripheres”, trovando manifestazione più evidente in brani quali “Strom” e “Loess”. Le componenti armoniche, soltanto parzialmente filtrate dall’elettronica, si palesano in tutta la loro natura disadorna nelle oblique strimpellate acustiche di “Marsc”, mentre nel solo ultimo quarto del lavoro tornano ad affacciarsi con decisione modulazioni ambientali di consistenza prima liquida ed evanescente (“Fimbru”, “Roddon”) e infine risuonanti di frequenze sature (“Selvar”).

Quella creata da Harry Towell in “Peripheres” non è dunque – né del resto intendeva essere – una fedele mappa sonora del territorio; ne è, piuttosto, una descrizione plastica attraverso modalità che, nel rifiutare un positivismo calligrafico, rispecchiano nei mezzi espressivi prescelti i caratteri vivi e tangibili dell’ambiente per loro tramite così raffigurato.

http://spheruleus.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 27 febbraio 2015 da in recensioni 2015 con tag , , , , , , , .
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