music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

bill_wells_aidan_moffat_the_most_important_place_in_the_worldBILL WELLS & AIDAN MOFFAT – The Most Important Place In The World
(Chemikal Underground, 2015)

La seconda tappa del sodalizio tra Aidan Moffat e l’eclettico compositore Bill Wells (ultimamente concentratosi sul progetto The National Jazz Trio Of Scotland) è una raccolta di brevi sketch narrativi fortemente caratterizzati dalle radici e dalle esperienze dei due navigati artisti scozzesi.

Come d’abitudine per la penna tagliente dell’ex-cantore degli Arab Strap, vi è ben poca edulcorazione nei suoi testi e nello stesso modo di cantare o, più spesso, declamare i propri testi, incentrati sui lati più spigolosi di tematiche domestiche e su storie di sotterranei metropolitani popolati da seduzioni e pericoli. Non si stenta a credere che tutto ciò abbia segnato la biografia e la pelle di entrambi gli artisti che, forse proprio perché le loro ispide barbe tendono sempre più al grigio, appaiono vieppiù in grado di raccontare le proprie storie, con un misto di partecipazione e distacco. Non si tratta di una novità, in particolare per Moffat, le cui narrazioni di (stra)ordinaria quotidianità trovano nei caleidoscopici arrangiamenti di Wells il filtro di una maturità non dimentica delle ferite interiori del passato.

Benché rispetto al precedente episodio collaborativo, “Everything’s Gettin Older” (2011), “The Most Important Place In The World” presenti una più spiccata attitudine “pop”, l’alternanza tra compassate ambientazioni jazzy e soluzioni persino romantiche da un lato e, dall’altro, allucinate durezze elettroniche e decostruzioni moderatamente rumorose. Per quanto poco agevole risulti mettere a fuoco il lavoro in maniera unitaria, l’accostamento e la frequente interazione tra iterative pulsazioni sintetiche fortemente reminiscenti degli Arab Strap (“On The Motorway”, “The Eleven Year Glitch”, “The Unseen Man”) e raffinatezze pianistiche che spaziano tra jazz (“This Dark Desire”, “Far From You”) e orchestra retrò (“Vanilla”) attesta la perdurante vitalità di due artisti che, con gli anni, non hanno affatto perso la voglia di raccontarsi e ricombinare gli elementi di una poetica ancora dotata di grande lucidità, nelle parole e negli arrangiamenti.

“We’re Still Here” canta infatti, con il consueto timbro agrodolce e sbilenco, Aidan Moffat nell’ultima delle dodici concise cartoline dell’album (l’unica a sfiorare i quattro minuti di durata), e in fondo il messaggio che risulta da “The Most Important Place In The World” è anche questo, quello di due artisti che continuano a esserci, a divertirsi reinventandosi insieme, riguardando insieme alle proprie storie senza nostalgia, ma con tanta passione e maturità, declinate al presente.

http://www.dominorecordco.com/artists/bill-wells-trio/
http://www.aidanmoffat.co.uk/

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