music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

federico_durand_musica_para_manuelFEDERICO DURAND – Música para Manuel
(Hibernate, 2015)

Una fotografia, ingiallita dal tempo, riporta alla luce ricordi personali. È questa la traccia ispiratrice di “Música para Manuel”, opera che, tra le tante di Federico Durand, vede il prolifico artista argentino spostare l’obiettivo della sua sensibilità compositiva dal mondo naturale alla dimensione umana, qui rappresentata negli affetti più cari. Il Manuel citato nel titolo è infatti il nonno di Durand, nonché figura particolarmente importante nella sua formazione, al quale aveva già dedicato due tracce raccolte su una cassetta incisa in occasione del suo tour giapponese dello scorso anno e adesso riproposte insieme ad altre tre, che portano a quaranta minuti la durata complessiva di quello che a ragione può considerarsi un lavoro organico.

I due brani originari, entrambi di oltre tredici minuti, si sviluppano quali lente elegie scandite dalle note cadenzate del pianoforte, che risuonano di palpitante commozione, prima in uno spazio sonoro quasi del tutto vuoto (“I”) e poi contornate da esili strati di frammenti sonori granulosi e occasionali arpeggi acustici (“II”), che ne completano l’orizzonte crepuscolare, dai toni dimessi anche se non manifestamente malinconici.

Diversi e ben più concisi nella forma, i tre nuovi brani sviluppano in maniera coerente il contenuto delle due lunghe piéce, dapprima saldandovisi a mo’ di appendice attraverso note pianistiche sospese in un’ambience sempre più risuonante (“III”), ben presto popolati da micro-suoni irregolari e screziature elettro-acustiche (“IV”) e infine esitanti in due minuti e mezzo di loop armonici lentamente modulati (“V”), come protese verso l’ideale chiusura di un cerchio con l’abituale naturalismo ambientale di Durand.

Il messaggio sotteso a “Música para Manuel” appare dunque proprio quello della continuità – se non della vera e propria identità – tra dimensione naturale e sentimenti umani, qui resa da Durand con l’abituale sensibilità, alla quale si è aggiunto nell’occasione un genuino coinvolgimento emotivo.

http://federicodurand.blogspot.com/

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