music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

nymphalida_loghiNYMPHALIDA – Lóghi
(Tranquillo / Psychonavigation, 2015)

La ricerca sonora condotta da Pietro Bianco sotto l’alias Nymphalida prosegue con lo stesso sguardo del fotografo che lo scorso anno aveva incorniciato i ritratti del suo debutto “Portraits”. In “Lóghi” l’attenzione dell’artista sardo si sposta, appunto, sui luoghi e sulla capacità del paesaggio di relazionarsi con la dimensione umana, suscitando reazioni sensoriali e moti dell’animo.
Benché lo sguardo dell’artista si ponga in linea di continuità rispetto al predecessore, “Lóghi” segna una significativa evoluzione espressiva da parte di Bianco, che da un lato rinuncia agli aspetti più tangibilmente umani riscontrati in “Portraits” (parte della tavolozza acustica e le sorprendenti schegge vocali), rendendo tuttavia la materia sonora da lui plasmata nelle cinque tracce dell’album particolarmente densa e stratificata.

Sublimando una certa vena oscura in texture popolate da corpose saturazioni, Bianco non si limita a compenetrare una densa nebbia ambientale con cadenzate note pianistiche, come potrebbe apparire all’incipit dell’iniziale “Mà”, ma intorno a questi due elementi costruisce una serie di compositi itinerari d’ascolto, sovente ricamati dall’elemento ritmico. Ne rappresentano manifestazione gli stessi battiti affioranti nella parte finale del brano d’apertura e, ancor di più, le sciabordanti sferzate sintetiche che dialogano, senza cesure, con il pianoforte in “Andà”.

L’immersione nelle profondità del soundscaping ambientale da parte di Bianco si palesa poi in maniera ancor più evidente nel naturalismo liquido di “Silva”, al tempo stesso arioso e ipnotico, e nelle ben più oscure risonanze di “Kusha”. Anche quando l’ambience di Bianco torna a farsi tenebrosa, la sua consistenza permane tuttavia lieve, persino vaporosa, tanto da innalzarsi in una marea ipnotica ritraendosi sullo sfondo, nella conclusiva “Berchida”, per permettere di tornare in superficie a stille pianistiche contornate da micro-suoni.

Nella concisione dei suoi trentasei minuti, “Lóghi” traccia così un composito percorso paesaggistico, introiettandone la varietà degli scorci filtrati dall’occhio di Pietro Bianco in una credibile elaborazione che tende a travalicare il neoclassicismo ambientale per abbracciare una dimensione costellata da detriti elettro-acustici e brulicanti frammenti ritmici.

https://www.facebook.com/nymphalidapb

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