music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

chasing_dreams_everything_feels_infiniteCHASING DREAMS – Everything Feels Infinite
(Self Released, 2015)

Oltre ad aver pubblicato l’immaginifico “Even If…” e intrapreso un nuovo progetto ambient-drone a nome Katahimikan, durante tutto lo scorso anno Dario Lupo ha sviluppato un ambizioso ciclo compositivo, nel quale convogliare una pluralità di idee personali, nonché raccogliere le testimonianze di una serie di collaborazioni con artisti di estrazione e provenienza diversa.

Il risultato è condensato nell’imponente mole di oltre due ore di musica che costituisce “Everything Feels Infinite”, lavoro nel quale si ritrovano amplificati tutti i principali elementi costitutivi di Chasing Dreams. Flussi ambientali, verticalismi di lontana matrice post-rock ed elettronica pulsante convivono, ricombinandosi senza soluzione di continuità, lungo le diciotto tracce del lavoro sovrapposti al comune denominatore di dinamiche compositive dense di suggestioni emotive e cinematiche.

Il volo a mezz’aria di “Everything Feels Infinite” decolla dalla purezza ambientale di “Eternal (Part 1)” e di “A Quiet River” (con Michiru Aoyama) per attraversare atmosfere di diversa densità e spessore, ricamate da risonanze pianistiche (“Alive Again”, “Could There Be Any Sign Of Peace In This Place?”) o contaminate da una polvere cosmica lievemente oscura (“…And Darkness Begins”) o, più spesso, che riluce ancora in morbidi riverberi da “stargazer” (“Swimming Into Fog, Breathing The Mystery”).

Oltre ai vocalizzi di Tatiana Rakotoson (Oneira), già presente su “Even If…”, le collaborazioni che hanno presieduto al lavoro apportano frutti tali da indirizzare il progetto Chasing Dreams verso un’esplicita dimensione ritmica, già evidente nei battiti di “I See You From The Clouds” (con il giapponese Kosuke Anamizu, alias moshimoss) e poi sviluppata con sempre maggior decisione nel corso del lavoro, in particolare sotto forma delle pulsazioni idm di “Infinite” (con Micah Templeton-Wolfe, alias Stray Theories) e addirittura di marcate sferzate sintetiche in “The Lightless Gate” (realizzata insieme al connazionale residente a Tokyo Emiliano Ruggiero, alias Earthquake Island) e “Collapse” (con l’inglese Tom Honey, Good Weather For An Airstrike).

Benché la natura delle composizioni di Lupo permanga sostanzialmente ambientale (dopo l’incipit del lavoro, lo dimostrano le saturazioni della parte conclusiva, in “Take Me To The Lands Of Serenity” e “Panorama”), la multiforme dimensione di “Everything Feels Infinite” ne dimostra la duttilità e l’ampiezza dello spettro espressivo dell’artista italiano, verso la definizione condivisa di una materia sonora non solo astratta e descrittiva ma tangibile e scossa da vibrazioni anche pronunciate.

http://www.needanamemusic.com/

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