music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

dpnp_benthicDP|N|P – Benthic
(Triple Moon, 2015)

De Ponti, Nazzaro, Pullano: si risolve facilmente con le iniziali dei cognomi dei tre protagonisti l’equazione sottesa all’arcano codice DP|N|P, che identifica la collaborazione tra tre artisti italiani, che nelle quattro tracce di “Benthic” scandagliano profondità sonore non meno misteriose della loro sigla.

Non si tratta semplicemente di uno degli ormai sempre più frequenti incontri tra sperimentatori impegnati nel soundscaping ambient-drone, bensì di un articolato itinerario in un mondo sommerso, attraverso stati percettivi subliminali definiti dall’interazione tra suoni concreti, timbriche chitarristiche filtrate e frequenze naturali che comprendono l’elemento vocale. La voce, magica e sinuosa, è quella di Cristina Pullano, altresì artefice di field recordings naturalistici che sanno di libertà e spazi infiniti, mentre Stefano De Ponti e Vincenzo Nazzaro (Rooms Delayed) provvedono a compilare un universo di particelle sonore cesellate da effetti fisici ed elettronici, talora però lasciate nella loro grezza consistenza di rumore.

Ciascuno dei quattro brani risponde a una diversa declinazione di una concezione ambientale dinamica: i tre artisti lavorano infatti sulla trasformazione del suono piuttosto che sull’iterazione delle risonanze pur da loro impiegate. Frammenti melodici veri e propri – con la voce della Pullano, ora sognante ora ieratica, a delineare scheletri di canzoni – scolorano così senza cesure in esili riverberi chitarristici a loro volta increspati in schegge di rumore o in cumuli di saturazioni in un alterno moto di addensamento e decompressione.

Vi è qualcosa di magico e inquieto nella mezz’ora abbondante del lavoro, che descrive un itinerario di contemplazione ambientale aperto dai sospiri avvolgenti di “Dummheit”, scandito da echi spettrali di “Contrappunto” e dalle vibrazioni di “Sole giapponese” e infine elevato nell’invocazione conclusiva “Melusine + Life In The Deepest Sea“, in una cangiante combinazione di elettricità statica e morbide risonanze. In questa lucida capacità di ricondurre a unità linguaggi diversi risiede dunque l’istanza ultima di “Benthic”, lavoro i cui innumerevoli stimoli trascendono di gran lunga la rigidità degli schemi definitori della sperimentazione ambientale per accedere a un livello ulteriore di consapevolezza cinematico-evocativa.

http://www.stefanodeponti.it/
https://www.facebook.com/pages/Rooms-Delayed/
http://facebook.com/cristina.pullano.1

2 commenti su “

  1. Pingback: | music won’t save you su WordPress.com | Triple MOON RECORDS

  2. triplemoonrecords
    29 settembre 2015

    L’ha ribloggato su Triple MOON RECORDS.

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