music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

revolutionary_army_of_the_infant_jesus_beauty_will_save_the_worldREVOLUTIONARY ARMY OF THE INFANT JESUS – Beauty Will Save The World
(Occultation, 2015)

Anche ai tempi della loro manifestazione originaria, a cavallo tra anni ’80 e ’90, i Revolutionary Army Of The Infant Jesus erano considerati una band oscura ed eccentrica, pure rispetto all’affine temperie espressiva che includeva tra gli altri Dead Can Dance, Current 93 e Death In June. Oltre vent’anni di silenzio non hanno potuto fare altro che alimentare i peculiari caratteri della band di Liverpool, progetto multimediale sfuggente a univoci inquadramenti artistici per la sua miscela di folk tenebroso, elettronica e field recordings all’insegna di una spiritualità profondamente evocativa.

Si tratta del primo carattere immediatamente percepibile di “Beauty Will Save The World”, articolato lavoro realizzato da un terzetto di membri fondanti della band – Paul Boyce, Jon Egan e Les Hampson – ritrovatisi per l’occasione accanto a una serie di collaboratori che hanno amplificano ulteriormente il carattere camaleontico dei Revolutionary Army Of The Infant Jesus, adesso orientato in prevalenza ad ambientazioni atmosferiche, alternativamente ariose e spettrali, e alla costruzione di canzoni grondanti un misticismo sempre sul filo della tensione.

Lo stesso impegnativo titolo dostoevskiano del lavoro ne rappresenta il contenuto programmatico, variamente declinato nella sue undici tracce attraverso austeri strumentali sospesi tra sogno e incubo, che possono far ripensare alle atmosfere di Piano Magic (si vedano le iterazioni elettroniche dell’iniziale “Song Of The Soul” e quelle ritmiche di “Procession”), declamazioni crepitanti sostenute da un’ambience di avvolgente inquietudine (“The Bright Field”, “Sama”, “After The End”) e inevitabili ripiegamenti in rituali misteriosi che coniugano la spiritualità arcana dei Dead Can Dance con linguaggi neo-folk (“Suspended On A Cross”).

Quel che colpisce di “Beauty Will Save The World” è tuttavia soprattutto il profilo più armonico, ma non per questo meno intenso né affatto luminoso, dal quale traggono origine due canzoni dai caratteri antitetici quali la nervosa “Après le temps”, percorsa da ruvidi impulsi elettrici, e la decadente ballata pianistica “A Crowd Of Stars”, gioiello di prima grandezza che suggella la tenebrosa dimensione cameristica conseguita dalla band e manifestata negli obliqui inserti di archi che affiorano qua e là nel corso del lavoro, in particolare in “Repentance” e nella conclusiva “Before The Ending Of The Day”.

Da questi passaggi in particolare scaturisce l’equazione per cui l’inaspettato ritorno dell’enigmatico ensemble inglese si atteggi al neo-folk in maniera molto simile a quello che per il rock alternativo sono state le combinazioni orchestrali dei primi Godspeed You! Black Emperor. Ma di certo, al di là di qualsiasi collocazione razionale, come quella del collettivo canadese, quella dei ritrovati Revolutionary Army Of The Infant Jesus è musica dal profondo contenuto suggestivo e, parafrasando il titolo del disco, di assoluta, maestosa bellezza oscura.


https://www.facebook.com/The-Revolutionary-Army-of-the-Infant-Jesus/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: