music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

the_volume_settings_folder_folder_05THE VOLUME SETTINGS FOLDER – Folder #05
(Self Released, 2015)

Non è facile seguire la ponderosa produzione di The Volume Settings Folder, così come mettere a fuoco l’identità personale e artistica del musicista veneto che si cela dietro tale denominazione, oggetto di grande e meritata considerazione in particolare all’estero, anche per l’aspetto fisico delle sue curatissime autoproduzioni a tiratura limitata.Per fortuna, di tanto in tanto, è lui stesso (Filippo Bordigato alias M. Beckmann) a fare il punto sullo stato della propria ricerca elettro-acustica ambientale, compilando ideali “cartelle” che riassumono un particolare periodo creativo.

Nello scorcio finale dello scorso anno è stata pubblicata l’ultima di questa “cartelle”, la quinta della serie, che del composito universo creativo dell’artista veneto offre uno spaccato vivido ed emozionale come non mai. Non è solo l’impiego di un’ampia strumentazione acustico-analogica a caratterizzare fortemente i dieci brani di “Folder #05”, altresì risultanti da sottili dinamiche compositive, che definiscono un ambiente sonoro raccolto, riflessivo e dotato di spiccate suggestioni descrittive.
Se da un punto di vista meramente formale, potrebbe essere sufficiente rilevare l’impiego di una strumentazione che comprende pianoforte e strumenti acustici a corda, è piuttosto la loro frequente trasformazione, nonché la contestualizzazione in ovattate ambientazioni analogiche, a pennellare atmosfere frutto della combinazione di minute particelle organiche e sinuose modulazioni armoniche.

L’ambience di The Volume Settings Folder denota così un denso calore di fondo, restituendo scorci di quella dimensione casalinga che rappresenta il primario contesto creativo dell’artista veneto. Piccole istantanee domestiche (la crepitante “Cereals On The Stove”) e aurorali visioni oltre il giardino (le tre parti di “White Oak’s Patriarchy”) scorrono lungo l’ora abbondante di durata di “Folder #05”, mentre morbide note pianistiche (“St. Martin’s Cloak”) risuonano nella solennità emozionale di uno spazio nel quale si avvicendano riverberi finemente modulati e occasionali granuli distorti, che negli oltre dodici minuti della conclusiva “Bellows” ascendono a paesaggi pluviali e notturni, sovrapponibili a quelli crepuscolari di Mark Nelson.

È il lato più acustico, morbido e cinematico delle esplorazioni ambientali di The Volume Settings Folder che, in attesa di imminenti nuove pubblicazioni ufficiali, ha intanto inteso condividere pubblicamente una cartella rivelatasi un piccolo scrigno di sensazioni introspettive e cinematiche.

http://tvsfolder.tumblr.com/

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