music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

annie_ellicott_lonesome_goldmineANNIE ELLICOTT – Lonesome Goldmine
(Unknown Tone, 2016)

Annie Ellicott non è una cantautrice come tante. Il suo background artistico nel jazz e il suo particolare modo di usare la voce la discostano già nelle premesse dal variegato universo folk, ma è soprattutto la sua attitudine per la ricerca sonora a delinearne il profilo, tanto composito da abbracciare scrittura cantautorale e sperimentazione elettro-acustica. “Lonesome Goldmine”, debutto ufficiale dell’artista dell’Oklahoma dopo una serie di collaborazioni nel jazz vocale, presenta appunto le varie sfaccettature di un percorso espressivo in costante evoluzione, i cui elementi si combinano incessantemente scolorando l’uno nell’altro con grande naturalezza.

Negli otto densi brani del lavoro si colgono ancora evidenti tracce del recente passato della Ellicott, sotto forma delle timbriche jazzy e delle torsioni vocali, al limite del virtuosismo, che plasmano la title track; accanto a tale matrice originaria, nel corso di “Lonesome Goldmine” affiorano aperture a un lirismo incastonato in una obliqua dimensione orchestrale (“The Going Prayer”, “Father Bones”), che consentono alla Ellicott di esercitare l’ampia estensione delle sue interpretazioni. Proprio quando vellutate armonie pianistiche sembrano riportare queste ultime a modalità espressive più “classiche” (ad esempio in “Shadows Live”), subentra l’ulteriore aspetto della personalità artistica della Ellicott, definita da un microcosmo di frammenti organici, che trova coronamento sorprendentemente naturale nell’incanto arcano delle miniature elettro-acustiche di Orla Wren su “Daddy Longlegs”.

Proprio la capacità di coniugare mondi espressivi apparentemente distanti rappresenta l’elemento saliente di “Lonesome Goldmine”, un debutto decisamente insolito, che rivela non solo una cantautrice dalle indiscutibili doti vocali, ma un’artista a tutto tondo, consapevole di una naturale propensione ad andare “oltre”, attraversando confini di ambiti espressivi da lei stessa resi meno distanti di quanto si potrebbe immaginare.

http://www.annieellicott.com/

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