music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

laish_pendulum_swingLAISH – Pendulum Swing
(Talitres, 2016)*

I tre anni che separano il precedente “Obituaries” dal nuovo lavoro Daniel Green e della mutevole schiera di musicisti che lo affianca sotto la sigla Laish hanno rappresentato per il songwriter di Brighton un momento di passaggio simbolico, dal punto di vista sia personale che artistico. L’intensa attività dal vivo, gli incontri e le collaborazioni ormai non più circoscritte a quelle nell’alveo del Willkommen Collective e, soprattutto, il desiderio di confrontarsi con realtà più ampie e stimolanti hanno indotto Green a trasferirsi a Londra, dove la combinazione del suo entusiasmo per la scoperta del nuovo conteso di vita con lo spaesamento e la solitudine della metropoli si è tradotto nelle dodici canzoni raccolte in “Pendulum Swing”.

È, appunto, un’altalena di sensazioni mutevoli quella rifusa nel corso del lavoro, che trova corrispettivo nella varietà di registri e soluzioni sonore adottate. Discostandosi in qualche misura dagli originari binari indie-folk, Green cesella le proprie canzoni con un gusto pop raffinato e mai così evidente, incorniciandole di arrangiamenti variamente strutturati, che spaziano da ariose suggestioni di malinconia bucolica ad uptempo scanditi da fiati e ritmiche incalzanti.

Quest’ultimo è il caso di brani quali “Learning To Love The Bomb”, “My Little Prince” e la stessa title track, scatenati saggi di come la sottile ironia rifusa da Green nei suoi testi possa rivestirsi di colori sgargianti e di una vitalità coinvolgente, dalle naturali potenzialità radiofoniche. Non si pensi, tuttavia, a una transizione “facile” del songwriting di Green, che anzi non solo non manca di presentare passaggi meditativi animati da disarmante spontaneità (“The Last Time”, “Wrote Of Freedom”, “Rattling Around”), ma non rinuncia affatto a intrecciare complesse filigrane di arrangiamento, accomunate da un costante denominatore di lieve raffinatezza.

Proprio l’accuratezza nelle orchestrazioni, unita alle ormai consuete doti di scrittura e di espressività nelle interpretazioni di Daniel Green, collocano “Pendulum Swing” con piena dignità accanto ai due già splendidi predecessori, facendone un ulteriore prezioso tassello nella storia personale e artistica di un naturale talento indie-folk.

*disco della settimana dal 31 ottobre al 6 novembre 2016

http://laishmusic.com/

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 31 ottobre 2016 da in recensioni 2016 con tag , , , , , , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: