music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

FRANCESCO MARIA NARCISI & GIACOMO FIDANZA – The Accordion Sessions
(Time Released Sound, 2017)

Benché non sia una novità che strumenti tradizionali o persino esotici facciano la propria comparsa in opere dedicate alla ricerca elettro-acustica non può non destare una certa sorpresa vedere coinvolta in tale contesto la fisarmonica, per di più non qualche semplice comparsa bensì quale principale protagonista di un lavoro interamente intorno ad essa costruito. A perpetuare, attraverso la sua concreta presenza in un contesto eterodosso, la memoria dello strumento, profondamente radicato nella cultura musicale popolare italiana, sono due artisti marchigiani, Francesco Maria Narcisi e Giacomo Fidanza, conterranei dunque di quel Paolo Soprani che proprio nella loro regione cominciò a produrre fisarmoniche subito dopo l’unità d’Italia.

In coerenza con i rispettivi percorsi professionali (oltre a essere musicisti Narcisi è architetto e Fidanza ingegnere elettronico), entrambi hanno applicato un approccio scientifico-sperimentale nella realizzazione di quelle che sono diventate le nove tracce di “The Accordion Sessions”, scaturite appunto dalle improvvisazioni di Fidanza sulla fisarmonica, rese pressoché irriconoscibili dal successivo lavoro di manipolazione da parte di Narcisi. Dello strumento che li ha primariamente originati, i brani conservano le dinamiche e le elongazioni armoniche, trasfigurate in una varietà pressoché infinita di timbriche, vibrazioni e riverberi, che insieme disegnano un paesaggio sonoro alternamente improntato a orizzonti di contemplazione malinconica, a maestose elevazioni droniche o a scampoli di moderata dissonanza post-industriale.

Se dal punto di vista realizzativo “The Accordion Sessions” appare tutta una questione di saturazioni e frequenze modulate – che pure a tratti lasciano trasparire la spoglia essenza acustica della fisarmonica – ancor più significativo è il messaggio da esso veicolato; da un lato infatti esalta le infinite potenzialità della manipolazione sonora, donando allo strumento una nuova vita che pure ne preserva l’anima, dall’altro traccia l’itinerario di un paesaggismo al tempo stesso sonoro e culturale, dimostrando come il racconto auditivo del territorio passi, oltre che dalla ricognizione dei suoi caratteri naturali, da quella delle tradizioni musicali che lo popolano. Come Narcisi e Fidanza sono andati a scandagliarne le radici, così le hanno mantenute vive, filtrandole attraverso i mezzi tecnici e i linguaggi di una post-modernità che non sovrascrive, bensì ricerca ne un’evoluzione coerente, frutto di un’accurata operazione di antropologia sonora.

http://www.fm-n.net/

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