music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

LOTTE KESTNER – Off White
(Saint Marie, 2017)*

La storia recente di Anna-Lynne Williams può essere emblematica di come quasi vent’anni di appassionata creatività musicale nell’ombra possano all’improvviso sembrare meno rilevanti di una cover che trova una fortunata collocazione cinematografica. Buon per l’artista di Seattle che una delle sue innumerevoli cover – l’ardita “Halo” di Beyoncé – sia stata inserita in un episodio della serie di “The Young Pope”, che potrà senz’altro aprire alla sua voce di seta ulteriori orizzonti di popolarità, benché tutto ciò ben poco importi a chi ne aveva dapprima scoperto le qualità nei Trespassers William e, più di recente, nel duo Ormonde e nei due dischi finora realizzati del suo alter-ego solista Lotte Kestner. Se si eccettuano le sue periodiche raccolte di cover, erano ben quattro anni che la Williams non si faceva sentire in veste solista, da quel “The Bluebird Of Happiness” nel quale era appunto compresa l’intima versione di pianoforte e voce di “Halo”.

Da quella stessa dimensione creativa riprende le mosse “Off White”, terzo album solista firmato Lotte Kestner, che fin dal titolo e dalla copertina palesa la cristallina fragilità alla quale le sue dodici canzoni sono improntate. Il lungo periodo di scrittura e realizzazione del lavoro corrisponde infatti a un momento di ridefinizione delle coordinate personali e artistiche della Williams, che nella musica dimostra di aver più che mai ricercato uno specchio della propria anima, un luogo di solitaria pacificazione.

Il risultato non poteva dunque che essere una raccolta di canzoni estremamente intime, costruite su diafane armonie di pianoforte o chitarra acustica, esaltate dallo stesso ovattato ambiente nel quale risuonano e solo in poche occasioni rifinite da archi (“Have You Sailed Home”) o linee sintetiche per nulla intrusive (“Ashland”). Se si eccettuano il relativo uptempo di “Go To Sleep Now” e la leggiadra coralità di “Senses”, la struttura dei brani è estremamente scarna e lineare, persino monotona potrebbe dirsi a un ascolto superficiale e invece ricca di sfumature non sovrastrutturali bensì strettamente connesse alla delicata sensibilità di armonizzazioni vocali e strumentali che rivelano ogni volta la ricchezza di sfumature opalescenti.

Le varie “Secret Longitude”, “Ghosts” e “Another Moon” – per citarne solo alcune – sono tutte declinazioni tra loro complementari della sensibilità umbratile di Anna-Lynnne Williams, la cui voce morbidamente sognante ed evocativa non necessita di molto altro per brillare se non di un foglio bianco e dell’abbagliante purezza di un nevosa giornata invernale. A colorare entrambi provvedono le storie e le sensazioni veicolate da interpretazioni fragili e suadenti, la cui dimensione ideale permane ben distante da qualsiasi riflettore, riassunta in uno spontaneo understatement, di accogliente levità ed eleganza.

*disco della settimana dal 4 al 10 settembre 2017

https://www.facebook.com/lottekestner

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