music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

GARCIAPHONE – Dreameater
(Tiny Room, 2017)*

Come quella tra le sue origini spagnole e la consolidata residenza francese, una combinazione di stili e approcci niente affatto scontata presiede al secondo album di Olivier Perez sotto l’alias Garciaphone. Mentre il primo, “Constancia” (2013), lo vedeva alla guida di una vera e propria band folk-rock, il suo tardivo seguito “Dreameater” è di fatto una questione ampiamente personale.

Reduce da un periodo di faticosa creatività, l’artista francese ha trovato nella dimensione casalinga il contesto migliore per tornare a scrivere canzoni dai toni malinconici, spesso popolate da storie oscure e tuttavia filtrate da un’ovattata leggerezza di interpretazioni e arrangiamenti. Incentrati in particolare sul pianoforte, ovvero su scarni elementi indie-folk (chitarra acustica e ritmiche sfumate), i bozzetti di “Dreameater” rivelano la delicatezza del tocco di Perez e soprattutto la sua abilità nella scrittura di melodie scorrevoli, che il suo lieve timbro vocale incarna alla perfezione.

Eppure, non è soltanto un aneddoto leggere, nelle note di accompagnamento del lavoro, che in origine Perez avrebbe voluto scrivere canzoni cariche di rabbiosa energia ma che ogni volta che approcciava uno strumento il risultato era qualcosa di invece estremamente dolce e compassato. Così hanno preso forma i dieci brani di “Dreameater”, tra loro omogenei per ambientazioni e mood, eppure spesso cangianti per elementi e rifiniture. Se infatti brani quali l’apertura “Don’t Let It Die Like This” o “Our Time To Spare” rimandano a un candore acustico e a una naturalezza armonica paragonabile forse solo a quella di Plantman, “Deadstar” rispolvera un formato elettrico leggermente più deciso, che tuttavia nel corso dell’album resta diluito tra melodie carezzevoli, sospese tra spunti di un raffinato pop d’autore incastonato in una trasognata patina seventies (“Heirmet”) e una varietà di sfumature che gettano un ponte tra intimismo acustico e aggraziato indie-folk dalle tinte pastello (“Every Song Of Sorrow Is New”, ” A Hole In The Universe”).

Come tutto ciò che richiede lenta maturazione, anche le canzoni di Perez hanno avuto bisogno di tempo per manifestarsi nella forma ora racchiusa in “Dreameater”, al tempo stesso semplice e ricercata, introspettiva e aperta a un’immediatezza lieve e coinvolgente.

*disco della settimana dal 13 al 19 novembre 2017

http://www.garciaphone.com/

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