music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

FLOWER FACE – Baby Teeth
(Self Released, 2018)

Di Ruby Mckinnon, alias Flower Face, ovvero di quando la cameretta si affaccia sull’oceano sterminato della rete, rilevando sensibilità che altrimenti sarebbero destinate a rimanere tra le proprie quattro mura. Alla metaforica finestra sulle piattaforme musicali online, la cantautrice dell’Ontario si era per la prima volta affacciata appena quindicenne, per raccontare con tocco lieve traversie personali più grandi di quelle di una qualsiasi coetanea (“Homesick”, 2014), richiamando già con il suo schietto bedroom pop l’attenzione di qualche instancabile ricercatore di tesori nascosti tra i meandri della rete.

Nei quattro anni trascorsi da allora, Ruby non ha mai smesso di scrivere canzoni, dispensando a intervalli irregolari un paio di Ep e un singolo che anticipa il suo secondo album, “Baby Teeth”. In undici brani composti con l’abituale formula di amore e malinconia, ma anche con una consapevolezza tutt’altro che adolescenziale, la giovanissima artista canadese denota una significativa maturazione non solo nel modo di raccontare le proprie storie ma anche nella sensibilità di una scrittura sempre limpida e aggraziata, inoltre adesso a tratti coronata da una fluida vena pop.

Ancorché frutto di una produzione rudimentale, il suono di “Baby Teeth” è fluido e cristallino, nell’incorniciare bozzetti acustici che traducono l’understatement casalingo in dolcezza sognante (“Angela”, “Sleeping Season”), non aliena da sottile inquietudine (“Bedroom Ghost”). Dalle atmosfere ovattate del lavoro, si materializzano tuttavia ballate di dolente intensità (“Tell Me When It Hurts”) e, soprattutto, spunti melodici scorrevoli e persino sbarazzini (“Honey And Milk”, “April To Death”), che gettano una sottile linea di contatto tra la riflessiva delicatezza di Florist e il suadente vigore dei rilanci armonici di Daughter.

Fuori dall’intimità del suo contesto creativo privilegiato, ma anche ben lontano dai cliché del cantautorato “da cameretta”, la scrittura di Ruby Mckinnon si manifesta in tutta la sua intensa grazia, che sarebbe davvero un peccato lasciare nella penombra nella quale, spontaneamente, fiorisce.

http://flowerface.com/

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