SONGS OF GREEN PHEASANT – When The Weather Clears 
(Rusted Rail, 2020)*

Le canzoni raccolte in “When The Weather Clears” rimandano a un tempo diverso, non soltanto perché la loro genesi originaria – sebbene non consacrata da un’uscita vera e propria – risale a oltre dieci anni fa, ma anche perché riportano al presente il progetto solista di Duncan Sumpner e il visionario folk sferzato da brezze marine dapprima racchiuso in una trilogia di album pubblicati su Fat Cat in tre anni consecutivi a partire dal 2005. Da quella trilogia a oggi l’artista inglese era tornato a farsi sentire soltanto per il quarto album “Soft Wounds” (2012) e per un paio di autoproduzioni successive, che avevano allontanato sempre più Songs Of Green Pheasant dai radar della scena indipendente.

Trascorso il tempo, mutate le condizioni personali e discografiche, Sumpner è tornato da poco ad avvicinarsi alla creazione musicale ma, prima ancora di dedicarsi a nuove canzoni, ha avuto modo di recuperare alcune vecchie registrazioni, buona parte delle quali appunto già riunite nella precedente versione non ufficiale di “When The Weather Clears”. Osservate sotto l’ottica odierna, quelle canzoni hanno assunto significati diversi, tanto da essere unite ad altre tre più recenti per formare la scaletta dell’odierno lavoro. Ascoltandole, sembra davvero che il tempo si sia fermato, sia per l’indole trasognata che ha sempre accompagnato il percorso di Songs Of Green Pheasant, sia per la loro spontanea eccentricità rispetto a codici stilistici definiti.

Lungo il corso di “When The Weather Clears”, si ritrovano infatti gentili scorci bucolici e derive di soffice psichedelia, ma anche più intricati incastri elettrici, field recordings e occasionali torsioni acide. Sono in particolare i tre brani non compresi nell’edizione originaria a portare Sumpner verso ulteriori “altrove” espressivi, dalle contemplazioni bucoliche di “I” agli incalzanti sentori orientali di “In Very Truth”, passando per il caleidoscopio vivide sfumature pop di “Hello”. Sono, non casualmente, tra i brani che si discostano maggiormente dalla linea di folk incantato e gentile che non a caso caratterizzava il primo arco dell’esperienza artistica di Sumpner, adesso non più circoscritta soltanto a un ricordo lontano ma che proprio di quel ricordo si alimenta per la ripartenza verso nuovi orizzonti di aerea purezza dream-folk, e non solo.

*disco della settimana dal 30 novembre al 6 dicembre 2020 

https://www.facebook.com/Songs-of-Green-Pheasant

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