music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

field_rotation_fatalist_the_repetition_of_historyFIELD ROTATION – Fatalist: The Repetition Of History
(Denovali, 2013)

Lasciatosi alle spalle l’intermezzo neoclassico pubblicato lo scorso anno a proprio nome (“Paraphrases”), il tedesco Christoph Berg torna a solcare percorsi di sperimentazione elettro-acustica nel terzo album del suo progetto Field Rotation.

Della recente esperienza cameristica, Berg conserva tuttavia l’approccio “organico” alle sperimentazioni ambientali, tradotto nelle sei pièce di “Fatalist: The Repetition Of History” in una semplice modalità di produzione, intesa non (solo) a trasfigurare i suoni d’origine attraverso il filtraggio elettronico, ma a farli coesistere, come già nel precedente “Acoustic Tales” (2011), in paesaggi immaginari estremamente toccanti ed evocativi.

In coerenza con la concezione ciclica e determinista del titolo del lavoro, il lento incedere delle composizioni in esso contenute sembra descrivere un arco, che trae le mosse dalle dense modulazioni di “The Uncanny” per sprofondare ben presto nella danza macabra di “Valse Fatale”, le cui cadenzate note pianistiche, solcate da vocalizzi spettrali, deviano con una certa decisioni verso territori dark-ambient. Le sorde folate d’archi di “Fatalist” non preludono invece a un abisso di statica disperazione, bensì preludono a una seconda parte dell’album che esalta le qualità suggestive del descrittivismo di Berg, i cui vellutati drone ed esili loop avanzano con delicatezza orchestrale in “History (Fragment)” e attraverso le stille melodiche di “The Repetition Of History”, esempio raffinato e toccante di “experimental piano music” nel quale note pianistiche romantiche e minimali sono sporcate da sciabordii e detriti sonori in crescendo di saturazione.

Gli undici minuti del brano conclusivo, invertono poi definitivamente (anche nel titolo: “The History Of Repetition”) i piani, culminando in una sinfonia notturna dal tono solenne e non aliena da aperture alla speranza, perfetto coronamento di un disco di raffinatissima ambient orchestrale.

http://fieldrotation.de/

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