music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

aural_method_when_i_drifted_i_heard_a_faint_melodyAURAL METHOD – When I Drifted I Heard A Faint Melody
(Self Released, 2012)

Lo spazio in(de)finito tra retaggi post-rock, carezze ambientali e contemplazioni di riverberi stellari rappresenta il crocevia artistico del texano Matt Kidd, che a fine 2012 ha realizzato il primo album autoprodotto del suo progetto personale Aural Method.

“When I Drifted I Heard A Faint Melody” è un lungo viaggio sonoro che occupa l’intera durata di ottanta minuti di un cd con una sequenza di quattordici brani strumentali, dai titoli descrittivi e immaginifici. Basti scorrere denominazioni quali ad esempio “Inside Its Cloak The Ocean Tide Held Songs Of Restless Beasts”, “The Night Sky Broke In Open Stride As Weary Stars Increased” o “The Autumn Took Its Forest Bride” per comprendere già a prima lettura il contenuto di un disco intenso e profondamente romantico, che disegna paesaggi onirici senza rinunciare a graduali crescendo di lontana matrice “post-“, ma ponendo sempre al centro la melodia, incardinata su fluide texture chitarristiche e supportata da strutture incrementali che donano a quasi tutte le composizioni un costante senso di movimento.

Benché Kidd non disdegni immersioni ambientali placide e solenni (“I Dreamed of Choirs Slow and Steady / The Song Was Ours, Its Woe Was Heavy”), man mano che lo scorrevole flusso del disco si snoda lungo tutto il suo compassato incedere, i riverberi assumono più spesso la consistenza tangibile di feedback, traslando in maniera più drammatica il limpido romanticismo che, soprattutto nella prima parte, si esprime in aperture aurorali, sovente completate da arrangiamenti d’archi.

Ne risulta comunque una colonna sonora intrisa di sensazioni di sogno e meraviglia, sostanzialmente assimilabile al crinale ambient-post-rock di The American Dollar, ma assai vicina, anche per la sua monumentale durata, al liquido star-gazing degli Hammock. Si potrebbe facilmente discutere sull’originalità dei possibili riferimenti o sulla loro presunta attualità, ma di certo “When I Drifted I Heard A Faint Melody” può rappresentare un gradevole viaggio sonoro per gli inguaribili estimatori dei generi.

http://auralmethod.com/

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